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Al via la cessione dei crediti

Garanzia dello stato per oltre 13 miliardi di crediti delle imprese verso la pubblica amministrazione. I fornitori della p.a. potranno cedere «pro soluto» (ossia senza avere l’obbligo di garantire la solvibilità dell’ente debitore) il proprio credito certificato e assistito dalla garanzia dello Stato a banche e a intermediari finanziari, incassando quanto dovuto al netto di una percentuale di sconto che sarà fissata nella misura massima dell’1,90% in ragione d’anno. Lo sconto si ridurrà all’1,60% per le cessioni di crediti superiori a 50 mila euro. Non solo. Se le amministrazioni debitrici verseranno in situazioni di temporanea carenza di liquidità, sarà possibile accedere ad operazioni di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei debiti ceduti, anch’esse assistite dalla garanzia dello Stato. La chance, prevista dal decreto Irpef (dl 66/2014 convertito nella legge 89/2014) con l’obiettivo di assicurare il completo e immediato pagamento dei debiti certi, liquidi ed esigibili, di parte corrente, maturati al 31/12/2013, può finalmente partire grazie al decreto attuativo, firmato lo scorso 4 luglio dal ministro dell’economia e delle finanze, Pier Carlo Padoan e ufficializzato ieri dal Mef dopo aver acquisito la registrazione da parte della Corte dei conti. A questo punto per far entrare effettivamente in vigore la procedura non resta che attendere la pubblicazione del testo in Gazzetta Ufficiale.

La cessione dei crediti a banche e a intermediari finanziari, si aggiunge agli altri interventi già messi in atto per lo smaltimento dello stock di debito delle p.a. (stimato in circa 60 miliardi dallo stesso numero uno di via XX Settembre) che fino ad oggi si sono mossi lungo due direttrici fondamentali: anticipazioni di liquidità (a favore di regioni, enti locali ed enti del Servizio sanitario nazionale) e spazi finanziari a valere sul patto di stabilità interno.

Decisivo per far decollare l’operazione sarà il ruolo svolto dalla Cassa depositi e prestiti che potrà acquisire dalle banche e dagli intermediari finanziari i crediti ceduti, sulla base di una convenzione quadro con l’Abi. La stessa cosa potranno fare le istituzioni finanziarie dell’Unione europea e internazionali.

Il decreto chiarisce che in caso di ridefinizione dei termini e delle condizioni di pagamento dei debiti ceduti, la misura massima dei tassi di interesse sarà commisurata a quella relativa alle operazioni di mutuo con onere di ammortamento a carico del bilancio dello Stato.

La cessione dei crediti sarà coperta da un Fondo di garanzia, istituito presso il ministero dell’economia e gestito da Consap, che avrà una dotazione finanziaria iniziale di 150 milioni di euro e consentirà di garantire cessioni di crediti per circa 1,9 miliardi di euro.

Tale dotazione potrà essere integrata attingendo all’apposito Fondo presso il Mef, (previsto dal comma 6 dello stesso art. 37 del decreto legge) con una dotazione attuale di 900 milioni.

L’ammontare complessivo delle operazioni che potranno usufruire della garanzia statale è stimato dal Mef in oltre 13 miliardi.

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