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Al via la blacklist Ue sul rischio riciclaggio

Al via la blacklist Ue sul riciclaggio di paesi terzi Ieri la Commissione europea ha pubblicato la lista dei 23 paesi terzi che presentano lacune normative in tema di antiriciclaggio e lotta al terrorismo. Vera Jourova, commissario per la giustizia, nel presentare la nuova lista dell’Ue ha chiarito come «i tempi in cui siamo stati troppo ingenui sono finiti. L’Unione europea non può essere la lavanderia per il denaro sporco». Lo scopo dell’elenco è dunque quello di proteggere il sistema finanziario dell’Unione europea prevenendo i rischi legati al riciclaggio e al finanziamento al terrorismo. La blacklist è il risultato di un processo di screening che ha visto inizialmente coinvolti 132 paesi terzi che presentano legami significati con l’Unione europea. 78 giurisdizioni sono state scartate perché ritenute compliant dal punto di vista normativo del riciclaggio e della lotta al terrorismo. I 54 rimasti sono stati invece sottoposti ad un ulteriore screening. La Commissione ha dunque valutato: il livello di minaccia esistente, il quadro giuridico, i controlli messi in atto per prevenire il riciclaggio di denaro e i rischi di finanziamento del terrorismo, la loro effettiva attuazione, i poteri delle autorità competenti, le sanzioni e se esiste un registro dei titolari effettivi delle società. Oltre ciò si è anche tenuto conto del lavoro svolto dal Gruppo di azione finanziaria internazionale (Gafi), per giungere ai nomi finali.Dall’analisi è dunque emerso come ci siano 23 paesi extra con carenze strategiche nei loro regimi anti riciclaggio e di lotta al terrorismo. La lista pubblicata della Commissione risulta essere composta da 12 paesi elencati dalla task force di azione finanziari, ai quali ne sono stati aggiunti altri 11. I 23 sono dunque: Afghanistan, Samoa americane, Bahamas, Botswana, Repubblica democratica popolare di Corea, Etiopia, Ghana, Guam, Iran, Iraq, Libia, Nigeria, Pakistan, Panama, Porto Rico, Samoa, Arabia Saudita, Sri Lanka, Siria, Trinidad e Tobago, Tunisia, Isole Vergini americane, Yemen.

Giorgia Pacione Di Bello

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