Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Al via dieci nuovi investimenti

Interpello fiscale sui nuovi investimenti, avanti tutta. L’Agenzia delle entrate ha ricevuto dieci richieste di interpello di nuovi investimenti, sei da soggetti stranieri e quattro nazionali (gruppi bancari e industriali), per un volume di oltre 4 miliardi di euro di investimenti e ricadute occupazionali nell’ordine di 76 mila unità.

Dati forniti personalmente dal direttore dell’Agenzia delle entrate, Rossella Orlandi. «Numeri più che incoraggianti», li ha definiti. Ma sono anche la prova dell’esistenza di un nuovo rapporto tra il fisco e il contribuente. E «se migliora il rapporto tra fisco e contribuenti aumenta anche la crescita», ha fatto notare il ministro dell’economia Pier Carlo Padoan , sottolineando così l’importanza della giornata di dibattito, dal titolo «L’amministrazione fiscale che cambia», organizzata ieri al ministero dell’economia in via XX Settembre a Roma. Padoan è stato chiaro: «Se migliora il rapporto tra fisco e contribuenti la crescita può aumentare molto perché migliora il gettito e ci sono più risorse». E «migliorando anche il rapporto fra cittadini e imprese si abbattono i costi di fare impresa». Insomma, la parola d’ordine è politica fiscale di qualità. E di qualità ce n’è, a sentire ancora Orlandi, impegnata a disegnare il nuovo ruolo dell’Agenzia delle entrate. Agenzia attiva visto che, dopo quelli con Ferrero e quattro società del gruppo «siglerà entro l’estate accordi di cooperative compliance (il programma di collaborazione fiscale per le grandi imprese con fatturato non inferiore ai 10 miliardi), con altre cinque società tra primari gruppi bancari e industriali», ha annunciato Rossella Orlandi, «le istruttorie di ammissione sono in corso. Si prevede la loro conclusione entro l’estate. Inoltre sono costantemente in corso contatti e incontri di prefiling con diversi gruppi multinazionali operanti in Italia, fortemente interessati». La forza del nuovo fisco è nei numeri, per esempio quelli relativi alle dichiarazioni dei redditi precompilate. «Un milione e 700 mila cittadini, alla data del 16 maggio, hanno visualizzato la propria dichiarazione e 380 mila dichiarazioni sono state già inviate, un quarto delle quali senza modifiche», ha dichiarato Orlandi. Buone notizie arrivano anche dallo split payment, volto a innovare il sistema di riscossione dell’imposta e a contrastare i fenomeni di evasione e le frodi Iva. «In un biennio la norma ha garantito entrate per 10,5 miliardi di Iva versati dalla p.a. con lo split payment, nonostante l’incremento delle compensazioni e dei rimborsi nel periodo 2015-2016, che hanno raggiunto i 7 miliardi di euro», ha rivelato ancora il direttore dell’Agenzia delle entrate. «Le nostre stime», ha ricordato Orlandi, «evidenziano inoltre una riduzione strutturale del gap Iva di 2,5 miliardi di euro nel 2015 e di un ulteriore miliardo di euro nel 2016, importi al netto dei maggiori rimborsi e compensazioni. La sfida in questo caso è quella di accelerare sui rimborsi per non creare tensioni finanziarie sulle imprese. Da parte nostra c’è un grosso impegno su questo fronte nel 2016 abbiamo esaminato circa 92 mila richieste di rimborso Iva, delle quali circa 4.600 derivanti dal meccanismo dello split payment. Alla luce dei risultati ottenuti, assume grande valore la recente decisione del Consiglio dell’Unione europea di autorizzare l’Italia ad applicare il meccanismo della scissione dei pagamenti fino al 30 giugno 2020». Occhi puntati, poi, sulla web tax con un’avvertenza: «Il tema del digitale deve essere affrontato in modo organico, non facendosi prendere dalla fretta immediata». La «raccomandazione è del viceministro dell’economia, Luigi Casero, intervenuto sul tema della web tax alla giornata di dibattito «L’amministrazione fiscale che cambia». Secondo Casero «non possiamo pensare di bloccare il digitale, ma nemmeno di non andare a controllare e di non ricavare gettito. Ma dobbiamo trovare norme che possano essere apprezzate e recepite da tutti». Intanto c’è da essere soddisfatti per «essere riusciti a far sedere intorno a un tavolo i giganti del web e a chieder loro impegni a pagare anche per il futuro», ha detto Orlandi. Alle «nuove forme di dialogo avanzato tra fisco e imprese», è stato dedicato il primo dibattito tra l’amministrazione fiscale, le associazioni di categoria, dei consumatori e gli ordini professionali. Parentesi importante per conoscere gli strumenti sui quali si regge il cambiamento del fisco. Tra questi il programma di cooperative compliance, che coinvolge circa 30 paesi» e, a detta di Antonia Ronzio del dipartimento delle Finanze, «ha introdotto una vera e propria rivoluzione». Per Gaetano Scala, invece, dell’Agenzia delle entrate, «le procedure ci sono, basta sedersi intorno al tavolo». Il fisco sa di poter contare sulla Guardia di finanza, attenta sempre a «evitare contrapposizioni», ha osservato Luigi Vinciguerra della Gdf. Guardia di finanza comunque fortemente impegnata in una «campagna ispettiva su 3.000 soggetti selezionati in quanto responsabili di consistenti evasioni all’imposta sul valore aggiunto e non collaborativi rispetto all’invito a ravvedersi», ha affermato il comandante della Guardia di finanza, Giorgio Toschi, nel corso del convegno sul fisco al ministero dell’economia. «La Guardia di finanza», ha sottolineato, «crede molto in un sistema che possa combinare la possibilità per il contribuente di verificare di persona e migliorare spontaneamente il suo grado di “fedeltà fiscale”, con la capacità per gli organi di controllo di affinare le proprie analisi di rischio così da circoscrivere i soggetti ispezionabili». La strada è tracciata, nel futuro c’è soltanto da migliorare, ha detto chiaramente Bruno Ferroni, della Ferrero, diventato «testimonial» dell’Agenzia dell’entrate dopo aver ben edificato dei nuovi interventi fiscali.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Non far pagare alle aziende i contributi dei neo assunti per due anni. È la proposta di Alberto Bom...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Dopo il via libera della Commissione europea al Recovery Plan italiano arriverà un decreto legge su...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Il decreto «sostegni-bis» che il governo punta ad approvare entro la fine del mese parte con una p...

Oggi sulla stampa