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Al mercato unico Europa-Usa

Primo via libera dal Parlamento europeo al partenariato transatlantico su commercio e investimenti tra Ue e Usa, meglio conosciuto come Ttip. Con 436 voti favorevoli, 231 contrari e 32 astenuti, è stata approvata la risoluzione Lange che permette alla Commissione europea di continuare a negoziare col governo americano.

Secondo il rapporto stilato dalla commissione sul commercio, il Pil europeo potrebbe crescere del 15-20% entro il 2020 grazie al Ttip per l’abolizione dei dazi e delle barriere commerciali. Il decimo round dei negoziati è previsto per il 13-17 luglio a Bruxelles. L’accordo internazionale, una volta siglato, dovrà poi essere ratificato dal Parlamento europeo prima di entrare in vigore e non è detto che il voto sia positivo. «Se alla fine del negoziato l’accordo sarà negativo, lo respingeremo. Se sarà un buon accordo, voteremo a favore», ha dichiarato il relatore del provvedimento, Bernd Lange. Il partenariato transatlantico su commercio e investimenti riguarda tutti settori economici, con la sola eccezione dei servizi pubblici. Un esempio: a causa delle diverse norme di sicurezza, le auto hanno differenti tipi di luci o cinture di sicurezza ma se verrà introdotto il principio di equivalenza degli standard di sicurezza non sarebbero più necessarie variazioni nelle linee di produzione a seconda del mercato di riferimento. Il principio è quello del «riconoscimento reciproco degli standard equivalenti» che, però, la risoluzione Lange ha voluto limitare per gli standard americani «molto diversi» come sul sistema di autorizzazione delle sostanze chimiche, la clonazione o i prodotti chimici per il sistema endocrino. Nella risoluzione approvata, una parte importante l’ha proprio l’alimentare. «L’agricoltura», ha spiegato Paolo De Castro, relatore del Ttip in commissione agricoltura, «è una parte essenziale e sensibile dei negoziati. Prime stime che mostrano un mercato con un altissimo potenziale per i nostri prodotti, mercato nel quale potremo combattere il famigerato «Italian sounding» Il Parlamento europeo ha infatti chiesto che venga salvaguardato il sistema europeo d’indicazione geografica. Nella risoluzione Lange viene inoltre chiesto ai due partner di negoziare una «lista esaustiva» di prodotti agricoli e industriali sensibili che potrebbe essere esentata dalla liberalizzazione commerciale oppure essere sottoposta a un periodo di transizione più esteso. Inoltre, si chiede di inserire una «clausola di salvaguardia», riservandosi il diritto di chiudere i mercati per specifici prodotti. Al contempo viene richiesto agli Stati Uniti di sospendere il divieto sull’importazione di carne di manzo. Nella risoluzione Lange viene infine sancita la necessità di rispettare il principio di precauzione in vigore nell’Unione europea. Il Ttip potrebbe dare un’accelerazione all’e-commerce, ma anche ai servizi finanziari, tra le due sponde dell’Atlantico, mantenendo però invariata, come indicato dal Parlamento europeo, la protezione dei dati personali. A fronte delle aperture europee in tema di tutela e agevolazioni alle piccole e medie imprese, gli Stati Uniti dovrebbero aprire i mercati dei servizi marittimi e aerei, nonché sulle possibilità di acquisizione di compagnie aeree, abolendo il «Jones Act» o l’«Air cabotage law», che «ostacolano di fatto l’accesso al mercato per le imprese dell’Unione europea». Particolarmente sensibile il tema delle dispute tra Stato e imprese, con la possibilità di attivazione di un arbitraggio internazionale. Bocciata l’idea americana di un Investor State Dispute Settlement, una sorta di tribunale speciale costituito da tre giudici, uno stabilito dall’azienda, uno dallo Stato chiamato in causa e uno scelto dai due giudici selezionati per primi. Il parlamento europeo ritiene invece che il sistema dovrebbe essere «soggetto ai principi e al controllo democratici» e le controversie dovrebbero essere trattate da «giudici togati, nominati pubblicamente e indipendenti». Dovrebbe, inoltre, includere «un meccanismo d’appello», rispettare la giurisdizione dell’Unione europea e i tribunali degli Stati membri nonché assicurare che gli interessi privati non pregiudichino «gli obiettivi di politica pubblica».

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