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Al Fondo il 38,2% dell’Imu

I numeri delle risorse base del 2014 sono stati pubblicati, ma il loro carattere provvisorio non aiuta i bilanci locali a trovare certezze.
La definizione degli importi spettanti ai singoli enti a titolo di Fondo di solidarietà comunale 2014 ha permesso la stima della quota del gettito Imu (pari al 38,22 per cento) che sarà trattenuta direttamente dall’agenzia delle Entrate. Per la regolazione finanziaria di queste quote di alimentazione del fondo, l’articolo 6 del Dl 16/14 ha fissato l’obbligo di iscrizione nei bilanci comunali del gettito dell’Imu al netto dell’importo da versare all’entrata del bilancio dello Stato. Manca però, ad oggi, la definizione delle modalità e dei tempi di come sarà operata la trattenuta a favore delle casse erariali, con forti incertezze per i Comuni che proprio in questi giorni sono alle prese con la regolarizzazione della prima rata Imu 2014 scaduta il 16 giugno (quasi 11 miliardi, secondo i dati Siope di venerdì scorso).
Nel frattempo è stato ripartito a favore dei Comuni il rimborso per il minor gettito Imu derivante dalle disposizioni di esenzione per i fabbricati merce e per le altre categorie di immobili disciplinate dall’articolo 3 del Dl 102/2013. Con l’erogazione disposta dal Ministero dell’Interno in data 2 luglio 2014 si è provveduto a distribuire il contributo complessivo di euro 75,7 milioni che, dal 2014, sarà attribuito ai Comuni delle regioni a statuto ordinario ed a quelli di Sicilia e Sardegna.
Le nebbie che restano sul fondo di solidarietà derivano dal taglio della spending review di 375,6 milioni (Dl 66/2014) e dal ristoro dei 625 milioni del fondo Tasi (Dl 16/2014). Su quest’ultimo punto siamo ancora alla fase di studio dei parametri di riparto che prendono in considerazione la perdita di gettito di ogni comune e le aliquote massime dei due tributi.
Mentre il taglio della spending sarà definito soltanto dopo il 25 luglio, quando sarà stata inviata la nuova certificazione facoltativa di rettifica dei dati inviati al 31 maggio.
Nell’attesa del dato ufficiale, i Comuni dovrebbero già quantificare l’importo delle minori risorse sulle annualità 2014 e 2015. Non solo per gli equilibri di bilancio, sempre più difficili da garantire ad esercizio avanzato, ma anche per procedere con le rinegoziazioni del 5% dei contratti.
La riduzione per la componente legata ai consumi di beni e servizi sarà operata in proporzione alla spesa media 2011/2013. Per procedere con la stima ogni ente può calcolare i propri consumi intermedi 2011/2013 (dei 42 codici Siope) e applicare la percentuale del 2,227%, derivata rapportando il taglio di 360 milioni ai consumi intermedi dei Comuni delle regioni a statuto ordinario. Sull’importo ottenuto il Ministero effettuerà le ulteriori decurtazioni: del 5%, solo agli enti che hanno registrato tempi medi nei pagamenti superiori a 90 giorni, e del 5% per gli enti che nel 2013 hanno fatto ricorso a Consip in misura inferiore al valore mediano.
Il Fondo di solidarietà 2014 sarà poi ridotto in proporzione al numero di autovetture possedute da ciascun comune (per 1,6 milioni complessivi) e in proporzione alla spesa sulla per consulenze, studi e ricerca e per co.co.co (per 14 milioni totali).
Va inoltre tenuto presente, da ultimo, che dal 2015 il taglio aumenterà del 50% rispetto a quello a regime dal 2014.

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