Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Al Fisco il 44% degli utili aziendali

Il corporate tax rate delle aziende italiane è pari al 44 per cento. Il dato, relativo al 2013, emerge da uno studio condotto dall’Osservatorio bilanci del Consiglio nazionale dei commercialisti e dal dipartimento di economia dell’Università di Genova.
La ricerca ha analizzato il quinquennio tra il 2009 e il 2013 in cui le realtà osservate hanno svolto stabilmente l’attività produttiva e non hanno subito cambiamenti dimensionali.
In questo periodo il dato ha oscillato tra il 41 e il 51%, mostrando la maggiore stabilità per le imprese di media dimensione (con un numero di dipendenti tra 50 e 249). Il valore più alto del Tax rate mediano si è registrato invece per le grandi imprese (da 250 dipendenti in su) nel 2011 ed è risultato pari a 53%, mentre il valore più basso è stato rilevato nel 2012 per le piccole imprese (con un numero di dipendenti tra 10 e 49 dipendenti) con il 38,7 cento.
Nella ricerca peraltro è stato preso in considerazione unicamente il corporate tax rate, cioè il costo per imposte, correnti e differite, relativo a Ires e Irap. Al contrario non è stato valutato il total tax rate, calcolato di norma dalla Banca Mondiale, che “pesa” anche altre imposte e altri tributi gravanti sulle imprese e che per l’Italia, secondo il Doing business 2015 è pari al 65,4 per cento.
La ricerca, inoltre, ha inteso calcolare il tax rate come “mediana” e non semplicemente come media, in modo tale da limitare l’influenza dei casi estremi che spesso condizionano le medie. Altra particolarità del lavoro svolto dall’Osservatorio Bilanci dei commercialisti è costituita dal fatto che si riferisce ai settori industria, commercio e servizi e include le piccole imprese oltre alle medie e alle grandi, escludendo dall’analisi il settore finanziario e le micro imprese (con meno di 10 addetti e meno di 2 milioni di euro di fatturato).
«Con questa ricerca – ha spiega il consigliere nazionale dei commercialisti con delega ai principi contabili, Raffaele Marcello – abbiamo calcolato il carico fiscale sulle imprese italiane in maniera puntuale, epurandolo dei picchi legati a casi estremi. La tassazione mediana che abbiamo così individuato ci restituisce comunque il quadro di un sistema imprenditoriale nazionale gravato da un carico fiscale davvero abnorme. È ormai a tutti chiaro che il rafforzamento della ripresa in atto deve passare da un alleggerimento consistente proprio del tax rate. Il super ammortamento predisposto dalla legge di Stabilità va nella giusta direzione, anche se sarebbe auspicabile una sua estensione anche agli immobili. Così come, ovviamente, è positivo il taglio dell’Ires, che ci auguriamo possa scattare già dal 2016».
Altri esiti interessanti dell’analisi derivano dal fatto che il tax rate è stato misurato prendendo in considerazione solo le imprese che presentano un utile ante imposte, pari al 75% del campione di 300 soggetti (società di capitali con sede legale in Italia e che non redigono i bilanci secondo le regole Ifrs).
Esiste poi un nucleo di aziende (11-14%) che mostra sia una perdita ante imposte che un costo per imposte, cioè oneri fiscali per imposte comunque dovuto, segno dell’incidenza di un prelievo come l’Irap che ricade anche su realtà con bilanci in rosso (tassando anche costo del lavoro e interessi passivi).
Nel 2013 si nota inoltre un sensibile calo delle imposte correnti (25% medio). Si tratta, in quest’ultimo caso, del flusso di cassa in uscita per il pagamento delle imposte, al di là delle valutazioni sulle imposte differite attive e passive.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Almeno per ora il pericolo è scampato. Ma è difficile capire quanto ancora la rete di protezione l...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Mario Draghi ha deciso di scrivere personalmente il nuovo Recovery Plan italiano. Lo farà insieme a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Gli sherpa sono al lavoro per invitare Mario Draghi nella capitale francese. Emmanuel Macron vorrebb...

Oggi sulla stampa