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Al debutto il nuovo Isee

Con il dm del 7/11/2014 è stato approvato il nuovo modello di Dichiarazione sostitutiva unica (Dsu) necessario per calcolare l’Isee secondo le modalità stabilite dal Dpcm n. 159/2013 (entrato in vigore il 1° gennaio 2015) con l’obiettivo di identificare in maniera più efficace le condizioni di bisogno del cittadino e, al contempo, di contrastare duramente le tante pratiche scorrette fino a ora utilizzate dai contribuenti.

L’Isee è l’Indicatore della situazione economica equivalente che, certificato tramite un attestato, consente ai contribuenti a basso reddito di accedere a prestazioni sociali e servizi di pubblica utilità a condizioni agevolate (la riforma è stata attuata per migliorare l’equità sociale e rafforzare la lotta contro gli abusi ai benefici sociali ).

Con il messaggio n. 179 del 18 dicembre 2014 l’Inps ha illustrato le principali novità in materia di Isee e ha fornito le prime istruzioni operative.

Tra le novità più importanti da segnalare spiccano le seguenti:

a) il nuovo Isee consta di modalità di calcolo differenziate dell’indicatore in funzione della specificità delle situazioni (Isee standard, Isee università, Isee sociosanitario, Isee sociosanitario-residenze, Isee minorenni, Isee corrente) non esistendo più , come in passato, un solo Isee valido per tutte le prestazioni;

b) introduzione di una nuova nozione di nucleo familiare ovvero :

– i coniugi fanno parte del medesimo nucleo familiare, anche se hanno una diversa residenza anagrafica, con l’eccezione di condizioni particolari (ad esempio, separazione, divorzio ecc.);

– i figli minori di anni 18 fanno sempre parte del nucleo familiare del genitore con il quale convivono;

– il figlio maggiorenne a carico dei genitori ai fini Irpef ma non convivente con loro, a meno che non abbia costituito un nuovo nucleo familiare (cioè non sia coniugato e non abbia figli), fa parte del nucleo familiare dei genitori;

– nel caso in cui i genitori non appartengano allo stesso nucleo, il figlio maggiorenne, se a carico di entrambi, può scegliere di far parte del nucleo di uno dei due genitori.

c) una nuova formulazione di reddito: è stata prevista l’inclusione di importi fino a ora esenti, una maggiore valorizzazione della componente patrimoniale, una maggior considerazione per i soggetti disabili presenti nel nucleo familiare;

d) è stato istituito l’Isee corrente in presenza di variazioni reddituali superiori al 25% (ad esempio perdita del lavoro);

e) è stato previsto un rafforzamento dei controlli da parte dell’amministrazione finanziaria (l’Agenzia delle entrate unitamente all’Inps controlleranno i dati auto-dichiarati dal contribuente attraverso gli elementi in possesso del sistema informativo dell’anagrafe tributaria).

Ai fini del calcolo del nuovo Isee 2015 in sostanza i contribuenti devono compilare (non senza difficoltà operative) una Dsu modulare contenente diversi modelli e, a titolo esemplificativo, si citano i seguenti moduli:

– modulo MB1: si tratta del modello Mini che vale per tutte le prestazioni;

– modulo MB2: deve essere compilato per le prestazioni per il diritto allo studio e per le prestazioni per i minorenni in caso di genitori non coniugati e non conviventi tra loro;

– modulo MB3: da compilare per le prestazioni socio sanitarie residenziali (ad esempio, ricovero );

– modulo integrativo: deve essere compilato se si integra una Dsu in caso di errore nei dati reddituali reperiti dall’amministrazione (quindi non per colpa del contribuente) ovvero nel caso in cui ,trascorsi 15 giorni dalla presentazione della Dsu, non si è ancora ricevuta l’attestazione Isee;

– modulo FC1: da compilare per tutte le prestazioni;

– modulo FC2: da compilare in presenza di soggetti con disabilità;

– modulo FC3: da compilare se nel nucleo familiare vi sono persone esonerate dalla compilazione della denuncia dei redditi;

– modello FC4: da compilare per la componente aggiuntiva come nel caso di prestazioni per minorenni o universitarie (prevede la compilazione anche da parte del genitore non convivente con il figlio).

Ai fini del nuovo Isee i redditi da dichiarare sono quelli relativi al secondo anno precedente la presentazione della Dsu e le spese/franchigie si riferiscono invece all’anno solare precedente (solo nel caso di Dsu corrente il reddito da indicare si riferisce all’anno precedente la presentazione della stessa); il patrimonio immobiliare è quello definito ai fini Imu al 31 dicembre dell’anno precedente e nel calcolo del patrimonio mobiliare si calcolano i conti correnti e i depositi postali tenendo in considerazione del maggiore tra il saldo risultante al 31/12 e la consistenza media annua (occorre sommare i «numeri creditori totali» riportati negli estratti conto e dividere per 365 gg); l’importo del mutuo deducibile è quello esistente al 31/12 dell’anno precedente la presentazione della Dsu.

Ai fini del reddito complessivo occorre ricordare che debbono essere considerati anche:

– i redditi tassati con imposte sostitutive (regime dei minimi, cedolare secca, premi produttività);

– i redditi esenti, gli assegni per il nucleo familiare, le pensioni d’invalidità, le indennità di accompagnamento, l’assegno sociale e i redditi figurativi degli immobili non locati e delle attività mobiliari.

La Dsu, indipendentemente dai modelli utilizzati, va presentata all’Ente che fornisce la prestazione sociale agevolata o anche al Comune e al Caf ovvero alla sede Inps competente per territorio (il richiedente la prestazione agevolata può infatti presentare la dichiarazione, in via telematica, direttamente all’Inps, collegandosi al sito www. Inps – servizi per il Cittadino utilizzando il Pin personale).

La dichiarazione Dsu ha una validità che decorre dal momento della presentazione fino alla data del 15 gennaio dell’anno successivo ma sarà possibile presentare una «nuova» dichiarazione in caso di mutamenti rilevanti del nucleo familiare ovvero delle relative condizioni economiche (tale dichiarazione denominata Isee corrente ha una validità di due mesi dalla presentazione della Dsu corrente).

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