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Al consolidato basta una notifica

È legittimo l’accertamento alla consolidante che richiama il contenuto del processo verbale di constatazione (pvc) notificato solo alla consolidata. Quando gli atti relativi alla controllata sono notificati nel domicilio eletto presso la consolidante, quest’ultima ha la possibilità di prenderne conoscenza senza pregiudizio per il proprio diritto di difesa. Lo precisa la sentenza 97/12/2013 della Ctr Lombardia (in senso contrario la sentenza 7/7/2013).
La questione sottoposta ai giudici lombardi riguarda la legittimità di un accertamento di primo livello notificato alla consolidante, con cui l’ufficio ha rettificato l’imponibile dichiarato dalla consolidata. A tal proposito va ricordato che, prima delle modifiche del Dl 78/2010, la circolare 60/E/2007 prevedeva una procedura su due livelli:
eun accertamento di primo livello per rettificare il reddito individuale della consolidata;
run accertamento di secondo livello per ricalcolare il reddito complessivo del consolidato.
Entrambi gli atti sono stati notificati sia alla consolidante che alla consolidata.
Nel caso della sentenza 97/12/2013 la consolidante ha impugnato autonomamente l’accertamento di primo livello, eccependone la nullità per la mancata allegazione del pvc notificato alla propria controllata ai sensi dell’articolo 42 del Dpr 600/1973. La norma impone l’obbligo di allegare all’accertamento gli atti richiamati e non ricevuti dal contribuente, a meno che l’avviso accertamento non ne riproduca il contenuto essenziale. Il collegio di primo grado ha accolto il ricorso proposto dalla consolidante ma l’amministrazione finanziaria ha presentato appello. Secondo l’ufficio, infatti, l’avviso di accertamento risultava adeguatamente motivato considerato il richiamo puntuale dei fatti e delle circostanze che avevano comportato la rettifica del reddito della consolidata e comunque gli atti richiamati non erano fuori dalla sfera di conoscibilità della controllante.
La Ctr Lombardia ha accolto l’appello proposto dalle Entrate e ha evidenziato che l’avviso di accertamento riproduceva il contenuto essenziale degli atti nello stesso richiamati (incluso il pvc) fornendo, in questo modo, completa conoscenza alla parte dell’iter logico seguito dall’ufficio nell’emissione del l’atto impositivo. Inoltre i giudici hanno osservato che la disciplina del consolidato nazionale impone alla consolidata di eleggere domicilio presso la consolidante ai fini della notifica degli atti (articolo 119, comma 1, lettera c, del Tuir).
Di conseguenza, anche se l’allegazione si dovesse ritenere necessaria, l’avvenuta notifica del pvc al domicilio eletto presso la controllante comporta la possibilità di prenderne conoscenza con tempestività, senza alcun ritardo che possa pregiudicare il suo diritto di difesa.
Sebbene la necessità di allegare all’avviso di accertamento notificato alla consolidante il pvc emesso nei confronti della società controllata era espressamente prevista dalla circolare 60/E/2007, il collegio ha precisato che resta salva la facoltà per l’ufficio di valutare caso per caso se nell’accertamento non è stato riprodotto il contenuto essenziale del processo verbale di constatazione o se lo stesso non è comunque conoscibile per la consolidante.

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