Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Al commercio piace il microcredito

Quasi mille domande accolte e poco più di 20 milioni di finanziamenti erogati. Più di una operazione su due, 573 per la precisione, è destinata a supportare un’attività nel settore del commercio, altre 238 sono legate ai servizi e solo 158 riguardano il manifatturiero. Solo quattro, per finire, vanno a imprenditori che offrono servizi connessi all’agricoltura. Questo il bilancio del primo anno di microcredito in Italia alla luce dei dati consuntivi forniti dal Mise. Il via è stato la scorsa primavera, quando sono diventate operative le misure previste per il fondo di garanzia pubblica per le piccole e medie imprese, le persone, la platea delle partite Iva e le piccolissime imprese.
Per quanto riguarda la distribuzione territoriale spicca il numero di domande di microimprenditorialità trasmesse dai residenti in Sicilia, Campania e Lazio. Rappresentano circa un terzo del totale nazionale e complessivamente hanno ottenuto quasi nove milioni di finanziamenti (il 43%) su un totale di 20,4 deliberati.
«Nel 2015 sul fronte degli strumenti sono stati impegnati per prestare garanzia solo 4 milioni di euro a fronte di una disponibilità di 30 milioni di risorse statali a cui si sono aggiunti altri 4,5 di versamenti volontari – spiega Carlo Sappino, direttore generale per gli incentivi alle imprese del Mise -. Quest’anno saranno ancora riservati trenta milioni delle disponibilità del Fondo a cui si andranno ad aggiungere il residuo dei contributi volontari e gli eventuali futuri versamenti volontari». Questi contributi sono effettuati da enti, associazioni, società e cittadini come, per esempio, i parlamentari pentastellati.
«Il numero delle richieste è in linea con quello di altri paesi dove il commercio rappresenta l’attività economica preferita dai neoimprenditori – commenta Francesco Perrini, docente di imprenditorialità sociale alla Bocconi -. Certo nel complesso si tratta di un numero limitato di domande che potenzialmente potrebbe crescere di 4 o 5 volte considerando la situazione congiunturale italiana». In altre parole pare proprio che il microcredito debba ancora dispiegare i suoi effetti. Certo le procedure per accedere alla garanzia sono relativamente semplici. «Nella gestione delle procedure non si sono viste particolari difficoltà operative – conferma Sappino -. Tuttavia c’è stato un forte calo del numero delle prenotazioni rispetto al numero delle operazioni accolte».
Secondo il docente le procedure andrebbero ulteriormente semplificate. «Si dovrebbero utilizzare degli intermediari finanziari dotati di team dedicati e focalizzati sullo strumento e sulla fornitura dei servizi ai richiedenti» aggiunge. Andrebbe anche ampliata la platea di potenziali microimprenditori. «Oltre a nuove categorie di professionisti l’accesso alla garanzia andrebbe offerto a particolari categorie di persone in stato di difficoltà che si vogliono reinserire nella società – continua Perrini -. Penso agli ex carcerati o gli ex tossicodipendenti che hanno imparato una professione e ora si vogliono mettere in gioco sul mercato».

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

«Si raccomanda di supportare l’operazione». Iss, uno dei principali proxy advisor capace peraltr...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Raggiunto il primo traguardo della scadenza del 30 aprile, il Recovery Plan è ora al vaglio della C...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Si abbassa la soglia dimensionale per i contratti di espansione. Lo strumento che consente, tra l’...

Oggi sulla stampa