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Al comitato nomine di Generali tutti i nodi della lista del consiglio

Un comitato nomine riunito per decidere di questioni tecniche relative alla procedura da seguire per il rinnovo del consiglio di amministrazione delle Generali. Era questo l’ordine del giorno della riunione ristretta tenuta ieri tra alcuni membri del board di Trieste. Riunione funzionale a produrre un parere da presentare poi al consiglio del 27 settembre chiamato a votare il percorso da seguire per definire il futuro assetto del cda ma che alla fine non ha dato alcun risultato concreto.

Il confronto è stato fin da subito piuttosto acceso. E questo perché le tematiche tecniche affrontate, già di per sè complesse, si sono intrecciate con questioni regolamentari rilevanti. Con l’esito, appunto, che non è stato prodotto ancora alcun parere. I nodi da sciogliere sarebbero molti. Al punto che la procedura per il rinnovo del consiglio, che era già stata visionata in Consob ora, a valle delle osservazioni emerse ieri, dovrà essere ricondivisa con la Commissione. Significa che, in vista del consiglio messo in agenda per fine mese, sarà sicuramente necessaria almeno un’ulteriore riunione per provare a districare la matassa, ammesso che l’Autorità dia riscontro in tempi rapidi.

Del comitato nomine fanno parte Diva Moriani, che ne è il presidente, Lorenzo Pellicioli, Clemente Rebecchini, Alberta Figari, Sabrina Pucci, Romolo Bardin e Francesco Gaetano Caltagitrone. Consiglieri che erano presenti anche al summit di martedì 14 settembre per affrontare in prima battuta la tematica della lista del consiglio e quella relativa alla conferma del ceo Philippe Donnet per un altro mandato. In quella sede sono emerse di nuovo piuttosto chiaramente le posizioni. Ieri, in realtà, la questione non sarebbe neppure stata affrontata, complice il fatto che dirimere le tematiche procedurali si è rivelato un compito più ostico del previsto.

Con una nota in più: il ruolo che dovrà assumere l’attuale presidente delle Generali, Gabriele Galateri di Genola. Il numero uno, che allo stato sta gestendo la questione del rinnovo del cda, è già stato presidente di Mediobanca e anche numero uno di Telecom perché indicato da Piazzetta Cuccia, all’epoca socia del gruppo tlc. Pregresso sul quale si è alzata l’attenzione. Così come anche su numerosi altri consiglieri.

Insomma il parere del comitato nomine funzionale a mettere il cda nelle condizioni ottimali per poter prendere una decisione su quale strada imboccare non è stato prodotto e perché ciò avvenga ci vorrà ancora del tempo. Alla luce, come detto, del fatto che è stata richiamata in causa l’Autorità di controllo dei mercati.

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