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Al centro crescita e occupazione

Messe alle spalle le elezioni europee, ora avanti con le riforme, per affrontare i nodi che frenano lo sviluppo del paese. Nella convinzione che la crescita e l’occupazione, e non solo il rigore e l’austerità, debbano essere al centro delle politiche, sia in Italia che nella Ue. E che il nostro paese, secondo in Europa come forza del manifatturiero, abbia tutte le potenzialità per uscire dalla crisi, non ancora superata.
Giorgio Squinzi parlerà domani mattina all’assemblea pubblica di Confindustria, davanti ad una platea di 3mila delegati e alle istituzioni invitate, tra cui il ministro dello Sviluppo, Federica Guidi, che come tradizione interverrà in chiusura. Dopo la legittimazione uscita dalle elezioni europee, è urgente spingere l’acceleratore sulle riforme strutturali, ridurre il perimetro dello Stato e il peso della burocrazia per far scendere la spesa pubblica, trovare risorse per gli investimenti e alleggerire la pressione fiscale. Mettendo al centro l’industria, come motore dello sviluppo e quindi dell’occupazione.
Prima dell’assemblea pubblica, oggi pomeriggio si terrà quella privata, che ratificherà la nuova squadra, votata nella giunta dell’8 maggio, e il programma per il prossimo biennio, oltre ad approvare il bilancio. Sarà l’occasione per Squinzi di tracciare le linee guida per il futuro e di ripercorrere i primi due anni di presidenza, sottolineando alcuni dei risultati più importanti, tra cui aver accelerato i pagamenti dei debiti della Pubblica amministrazione, grazie anche all’appoggio del presidente della Repubblica; aver firmato con i sindacati un accordo storico unitario sulla rappresentanza; aver rimesso sul tavolo la riduzione del cuneo fiscale e dell’Irap, di cui cui non si parlava da anni, riuscendo ad ottenere un intervento, anche se di dimensioni ridotte rispetto a quanto necessario. Altro traguardo raggiunto il varo della riforma di Confindustria.
In questo scenario congiunturale, con il pil dell’Italia che arranca attorno allo 0,6% per il 2014, ed una Ue che non ha ancora ritrovato una crescita sostenuta, le politiche nazionale e quelle europee si incrociano. L’Italia deve risolvere le proprie debolezze, è il pensiero del presidente di Confindustria, per contribuire da protagonista al rafforzamento del progetto europeo. Il semestre di presidenza italiana può e deve essere l’occasione per ridare slancio ad una nuova governance europea che scommetta con determinazione sulla crescita.
Squinzi, nei giorni scorsi, aveva preso posizione invitando a votare per l’Europa, da europeista convinto e preoccupato dell’euroscetticismo. Nelle scorse settimane Confindustria aveva presentato un Manifesto per l’Europa, basato su due punti: contrastare l’approccio eccessivamente rigorista, riorientare l’azione Ue sulla crescita, rilanciando la competitività industriale, con un vero e proprio industrial compact. Proprio subito dopo il voto Squinzi ha firmato con i presidenti della Confindustria tedesca, francese e polacca un appello ai propri governi e alle istituzioni europee per varare al più presto misure per la crescita e l’occupazione.
Ora bisogna andare avanti sull’indicazione del Documento di economia e finanza di negoziare con la futura Commissione la flessibilità dei conti pubblici in cambio di un ambizioso piano di riforme strutturali. Procedere rapidamente con una revisione profonda dell’architettura istituzionale, dalla riforma elettorale alla riforma del Titolo V della Costituzione, al bicameralismo. Un iter legislativo più rapido, una suddivisione di competenze tra Stato e Regioni più razionale, una riduzione del perimetro del pubblico sono importanti, è il pensiero di Squinzi, per rilanciare la competititivà dell’Italia. Un paese normale, è quello che ha chiesto il presidente di Confindustria sin dal suo primo discorso, dove sia possibile fare impresa. Un paese più snello, dove trovi attuazione la semplificazione burocratica, mission, come Squinzi ripete sempre, della sua presidenza.
Una semplificazione che ha voluto attuare anche in casa propria con la riforma di Confindustria: la Commissione Pesenti, insediata due anni fa, ha terminato il lavoro. Domani, dopo l’assemblea pubblica, si terrà una giunta straordinaria per approvare lo Statuto che sarà ratificato dall’assemblea straordinaria convocata il 19 giugno.

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