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Al board Camfin il confronto fra Tronchetti e Malacalza

Il consiglio di amministrazione di Camfin, in programma oggi, tecnicamente delibererà sul patto di sindacato Pirelli e sul riassetto di Prelios. Sulla carta, però, sarà anche il primo faccia a faccia tra Marco Tronchetti Provera e la famiglia Malacalza, da mesi in piena battaglia legale, dopo l’incontro di mediazione, organizzato dall’amministratore delegato di UniCredit Federico Ghizzoni, che si è tenuto alla fine dello scorso anno. Da allora, si apprende da fonti finanziarie, non ci sarebbe stato alcun avvicinamento delle posizioni tra i due partner. Anzi. E proprio ieri, nel contenzioso legale avviato dalla famiglia Malacalza contro Marco Tronchetti Provera, è arrivata la seconda sconfitta in tribunale per il partner genovese.
I giudici milanesi hanno infatti rigettato anche il ricorso promosso da Malacalza Investimenti per la richiesta di nomina di un curatore speciale che rappresentasse Gpi nel procedimento di sequestro giudiziario di azioni Camfin, avviato dagli stessi Malacalza dopo che il board di Gpi aveva respinto la loro richiesta di scissione veloce. Un passaggio chiave che arriva alla vigilia del via libera al patto Pirelli. Come si comporteranno gli ex alleati sul tema dell’accordo della Bicocca?
Le intenzioni di Davide e Vittorio Malacalza, che siedono nel board, si scopriranno solo oggi, ma il via libera è già scontato nei numeri: la maggioranza è nelle mani del patron della Pirelli. Ma proprio il patto Pirelli, secondo quanto si apprende, era stato in passato, ma ben prima che scoppiasse la contesa, uno degli elementi di cui si era discusso nell’ambito del vecchio progetto di riassetto della catena Gpi-Camfin. Già, perché il piano di accorciamento della catena che necessariamente avrebbe dovuto passare dall’opa su Camfin e successiva scissione era stato già valutato. E proprio in questo contesto le discussioni tra i due partner avrebbero toccato anche la possibilità dell’ingresso del pacchetto dei Malacalza nel patto di sindacato della Bicocca. Che ora la richiesta possa tornare d’attualità nell’ambito di una mediazione?
Stante il contenzioso le posizioni oggi sembrano inconciliabili e da entrambe le parti ci si limita a osservare che non c’è alcun avvicinamento in corso. Di fatto, però, è chiaro che l’eventuale rientro in partita dei Malacalza sarebbe tutto da discutere e una ipotetica mediazione dovrebbe passare a rigor di logica dal patto Pirelli.
Se i fondi Investindustrial e Clessidra, in trattativa per entrare ai piani alti della catena Pirelli, andassero avanti per la loro strada insieme a Tronchetti, e si procedesse con la scissione di Gpi, alla fine i Malacalza potrebbero trovarsi col cerino in mano, vale a dire con una quota di minoranza di Pirelli, il 5%, che resterebbe al di fuori del patto di sindacato della società dei pneumatici. E l’alternativa di una contro-Opa per contrastare l’ipotetica offerta antagonista, oltre all’incognita della riuscita, risulterebbe più onerosa. Naturale – riferiscono alcune fonti – che nell’ipotesi di un accordo con Tronchetti Provera la famiglia voglia prenotarsi un posto nel patto Pirelli. Anche perché, almeno fino a luglio, quando scade il patto in Gpi, i Malacalza possono tecnicamente bloccare l’opa su Camfin.
L’ingresso nel patto della Bicocca, secondo gli addetti ai lavori, potrebbe essere quindi utilizzato come merce di scambio. In attesa di risposte, vanno avanti i contatti tra i pattisti per ridisegnare l’accordo parasociale della Pirelli. Il patto dovrebbe veder confermati tutti i soci anche se le valutazioni sono ancora in corso e, in particolare Allianz, Fonsai e Generali non scoprono le loro carte. L’accordo parasociale che vincola complessivamente il 45,52% del capitale dovrebbe però avere una durata di 12-14 mesi.

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