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Aiuto alla crescita dalla Federal Reserve

Archiviato il G-20 e in attesa delle formalizzazioni di una nuova architettura finanziaria e politica europea, ieri si è mossa la Fed. Il presidente Ben Bernanke ha preso ieri forse la decisione più saggia in questo momento ponte per l’andamento congiunturale americano: ha rinnovato per sei mesi l’operazione Twist. Ci saranno altri 267 miliardi di dollari di titoli a breve in scadenza da qui alla fine dell’anno i cui proventi saranno reinvestiti in titoli a medio lungo termine per tenere bassi i tassi a lunga e aiutare così il settore immobiliare.
Non ci sono state altre iniziative e non c’è stata la notizia che qualcuno anticipava e cioè l’impegno a tenere magari fino al 2015 i tassi vicini allo zero. «Questo non significa che non vi siano sul tavolo altre ipotesi e altre formule di intervento – ha detto Bernanke nella tradizionale conferenza stampa successiva alle decisioni del Fomc, che si riunisce ogni sei settimane – terremo la situazione sotto controllo soprattutto per ciò che riguarda l’occupazione e abbiamo vari strumenti di intervento anche diversi rispetto ad altri usati in passato». Ci potrà dunque essere una nuova operazione “quantitativa” se ci si atterrà al passato, o potrà esserci un “inflation targeting” o altro ancora.
L’operazione di ieri, prudente, deriva da tre incognite. Primo: capire come si muoverà l’economia americana, soprattutto sul fronte occupazione e che tipo di evoluzione ci sarà in Europa. È noto infatti che una parte dell’impatto su livelli storicamente bassi sui titoli decennali, arrivati fino a un rendimento minimo dell’1,44%, deriva dalla instabilità europea. Secondo: attendere gli sviluppi politici con le elezioni di novembre per la Casa Bianca. Gli scenari economici e finanziari per il 2013 saranno molto diversi se invece di Obama alla Casa Bianca ci sarà Mitt Romney, con una maggioranza repubblicana in Congresso. Terzo: capire quanto e come si attaccherà il disavanzo pubblico fra novembre e dicembre quando i politici saranno obbligati a far cadere la scure su spesa pubblica e agevolazioni fiscali per rimettere ordine nei conti.
A gennaio Bernanke sperava che l’economia potesse andare meglio, questo gli avrebbe consentito di guadagnare tempo prima di procedere con nuovi interventi. Ma l’economia è peggiorata e l’occupazione è in crisi. Ieri la Fed ha corretto al ribasso le stime di crescita per il 2012, fissando una nuova forchetta tra l’1,9 e il 2,4%, contro il 2,4-2,9% pronosticato ad aprile. Anche la disoccupazione è vista in peggioramento: ora stima un tasso compreso tra l’8 e l’8,2%, contro il 7,8-8% indicato ad aprile.
«Abbiamo un numero limitato di munizioni – dice una fonte vicina alla Federal Reserve – e per avere un impatto adeguato dobbiamo usarle al meglio. Il presidente sa che dovrà massimizzare le risorse e con le incertezze davanti a noi, con l’impatto negativo sulla crescita dalla manovra di fine anno, preferisce aspettare».
Il prolungamento dell’operazione twist consente dunque di dare un segnale al mercato, senza un intervento pesante che, per aver successo, dovrà essere calibrato sull’ammontare della manovra (si parla di tagli per oltre 5mila miliardi di dollari in 10 anni con un impatto di un punto percentuale sul Pil). I mercati hanno reagito con una certa indifferenza alla notizia in arrivo dalla Fed. Bernanke ha anche parlato di Europa: «Hanno le risorse per farcela – ha detto – siamo in costante contatto con le autorità centrali e con il governatore Mario Draghi, non c’è dubbio che l’Europa resta la prima linea di difesa e che il rallentamento europeo ha avuto conseguenze negative per la nostra economica». Poi un’osservazione, quasi casuale, in linea con quanto deciso per gli aumenti dei contributi all’Fmi: «La Fed non comprerà titoli europei».

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