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Aiuti Ue, Conte rassicura i partner. «Ora avanti tutta sull’attuazione»

«Renzi è Renzi, lo conosciamo bene..». Solo una battuta, lasciata cadere distrattamente nei corridoi del Justus Lipsius di Bruxelles pochi minuti prima dell’inizio del vertice Ue di ieri da alcuni diplomatici nordeuropei che fotografa bene la “percezione” delle fragilità istituzionali italiane da parte delle altre cancellerie europee.

Film già visto tante volte che la nostra diplomazia cerca di riavvolgere e oscurare, spesso senza riuscirvi. Conte rassicura i partner europei, cerca di fugare dubbi, perplessità. Soprattutto la cancelliera tedesca Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron, in luglio i veri alleati dell’Italia contro l’Olanda, ora non comprendono il senso della polemica sulla governance del Recovery plan, non colgono le dinamiche dei Cinque stelle e dell’alleato Renzi. Ma Conte insiste sul dato positivo ossia il via libera alla riforma del Mes. «La cosa importante – dice arrivando a Bruxelles – è che ieri c’è stato questo passaggio parlamentare che ha sancito la coesione delle forze di maggioranza. Un passaggio che dà un chiaro mandato all’Italia a partecipare ai lavori del Consiglio Ue per completare la riforma del Mes». Sulle complessità dell’Italia, frutto di connubi non sempre ben riusciti, il premier italiano taglia corto. Del resto in Europa non sono molte le coaolizioni solide tra i grandi Paesi. Ma su un punto Conte insiste molto. Non vuole disperdere al vento quella “investitura di fiducia” data all’Italia nel luglio scorso con i 209 miliardi per il Next Generation Ue strappati ai “frugali” dopo quattro notti. Un patrimonio di credibilità che la questione della Governance del Recovery plan non può in alcun modo annullare.

L’Italia, dice Conte, è pronta a ripartire e l’accordo per superare il veto di Polonia e Ungheria sul bilancio Ue ci consente ora di avere un orizzonte più sicuro. «Appena raggiunto in Consiglio europeo l’accordo definitivo su Next Generation Eu scrive durante la cena il presidente del Consiglio su Twitter – questo significa poter sbloccare le ingenti risorse destinate all’Italia: 209 miliardi. Approvato anche il Bilancio pluriennale. Ora avanti tutta con la fase attuativa: dobbiamo solo correre!». Per Conte «c’è un mandato in una prospettiva futura per poter recitare un ruolo da protagonista per la nuova stagione innovatrice che si annuncia in Europa, che si realizzerà con la Conferenza sul futuro dell’Ue. L’Italia potrà esprimere questa energia innovatrice, potrà contribuire a rinnovare le istituzioni europee e dare nuova linfa al sogno europeo». Su tutti gli altri dossier in discussione dal Covid al clima al Green Deal Conte è ascoltato anche come presidente di turno del G20. Sulle sanzioni alla Turchia manifesta, insieme alla Merkel, maggiore prudenza a differenza di Francia e Cipro.

E un richiamo alle priorità vere viene dal commissario Ue Paolo Gentiloni. «Credo – osserva Gentiloni – che tutti siano consapevoli dell’importanza di questa partita europea e della necessità che l’Italia, come gli altri Paesi, converga su priorità e modalità di attuazione del Recovery. Non ci sono al momento scadenze, c’è solo la necessità di concentrarsi sulle priorità e sui meccanismi attuativi perché sappiamo che una volta stabiliti gli obiettivi bisogna anche avere la capacità di rispettare i tempi e le scadenze concordate».

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