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Aiuti, slalom fra le scadenze

Nuovo contributo a fondo perduto in slalom tra scadenze anticipate e valutazione delle istanze precedenti: ad esempio, per l’ottenimento della erogazione legata al peggioramento economico sarà necessario presentare la dichiarazione dei redditi entro il 10 settembre prossimo e quindi più di due mesi prima rispetto alla scadenza ordinaria. Un ruolo centrale, inoltre, sarà quello delle istanze che sono state presentate per effetto delle previsioni contenute nel dl 41 del 2020 che, laddove non abbiano avuto il via libera dell’amministrazione finanziaria, di fatto bloccheranno anche il nuovo contributo ovvero la integrazione dello stesso con le nuove regole sul calo di fatturato medio mensile.

Con il decreto legge n. 73 del 2021 approdato in Gazzetta Ufficiale il 25 maggio ed in vigore dal giorno successivo, si apre dunque una nuova tornata di erogazioni di contributi a fondo perduto che, in termini di regole generali, ricalca le precedenti edizioni della medesima agevolazione, in primis quanto previsto dal decreto 41 del 2021.

La linea guida è infatti la disciplina contenuta nell’articolo 1 del predetto decreto che «regola» le vicende del nuovo contributo.

In ogni caso, il quadro che emerge dal nuovo decreto è particolarmente articolato potendo generare delle complessità nella gestione della nuova tranche di aiuti. La situazione che viene a delinearsi può essere così sintetizzata:

– chi ha presentato l’istanza per l’erogazione del contributo a fondo perduto sulla scorta dei requisiti previsti dal dl 41 del 2021 non dovrà fare assolutamente nulla se non attendere l’erogazione del contributo «nuovo» ovvero l’attribuzione del credito di imposta se in tal senso era stata esercitata l’opzione nell’istanza di cui all’articolo 1 del dl 41. Posto che in linea di principio in questa ipotesi non sussistono, come visto, particolari difficoltà va ricordato come il comma 2 del dl 73 del 2021 affermi che in detta ipotesi ricadono coloro ai quali il contributo è stato «riconosciuto». Conseguentemente, laddove l’istanza sia stata scartata o bloccata, l’automatismo previsto dal sostegni bis non potrà in alcun caso scattare;

– alla medesima conclusione si deve giungere in relazione a quelle posizioni di coloro che richiedono l’integrazione del primo contributo e del nuovo erogato in modo automatico in virtù di quanto previsto nei commi da 5 a 15 dell’articolo 1 del dl 73 del 2021.

In questo caso l’orizzonte temporale da monitorare è quello che va dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 rispetto allo stesso periodo 2019/2020. In particolare, il comma 5 tratta l’ipotesi dei soggetti che hanno beneficiato del contributo previsto dal primo decreto sostegni e, dunque, anche in questo caso eventuali problematiche legate alla istanza da dl 41 del 2021 si riverberano sulla possibile integrazione.

– una ipotesi nuova riguarda quei contribuenti che, in base al comma 10, non hanno beneficiato del contributo di cui all’articolo 1 del dl 41 del 2021 per i più svariati motivi (ad esempio, per mancata presentazione dell’istanza ovvero per l’assenza del requisito del calo di fatturato medio mensile nel confronto tra 2020 e 2019) che però, in base al citato comma potranno presentare l’istanza verificando il calo del fatturato su un orizzonte temporale diverso rispetto al dl 41 del 2021 e cioè su un periodo che va dal 1° aprile 2020 al 31 marzo 2021 confrontato con il medesimo periodo dell’anno precedente. Posto che il principio è quello del calo in quanto tale e dunque anche minino, in questa ipotesi rientrano anche coloro che si sono visti scartare l’istanza da dl 41 del 2021 e che, come sopra esaminato, a cascata «perdono» (magari solo momentaneamente) la possibilità di accedere al contributo da dl 73.

– analogamente, l’ultima ipotesi disciplinata dai commi 16 e seguenti cioè quella del peggioramento del risultato economico nel confronto tra il 2020 e il 2019, è pure completamente slegata ad ogni riferimento precedente.

In questo contesto, dunque, un ruolo fondamentale è quello dell’amministrazione finanziaria in quanto, alla luce di quanto esposto, sarà fondamentale che le istanze al momento «bloccate» o scartate siano in qualche modo lavorate consentendo, ove legittimo, il conseguimento del contributo previsto dal dl 41 del 2021 che trascina anche, seppur non totalmente, il nuovo contributo previsto dal dl 73 del 2021.Come si vede, dunque, un quadro estremamente articolato nell’ambito del quale sarà comunque utile il patrimonio interpretativo diramato dall’Agenzia delle entrate come da ultimo con la circolare n. 5 del 2021.

Senza dimenticare, naturalmente, le circolari emanate nel corso del 2020 (la n. 15 e la n. 20) che, seppure riferite alle previsioni di cui all’articolo 25 del dl n. 34 del 2020. Restano naturalmente ferme le previsioni della legge ad esempio in materia di sanzioni nel caso in cui il contributo sia indebitamente richiesto.

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