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Aiuti Sabatini-bis a 4.100 imprese

Quattromila imprese agevolate con la “Sabatini bis” e 3.212 startup di cui 2mila nate per effetto diretto delle norme pro innovazione del 2012: in un documento sulle «Azioni di governo per il rilancio della competitività» il ministero dello Sviluppo economico censisce l’andamento di due degli strumenti di politica industriale che hanno prodotto di più in termini di risultati negli ultimi anni.
Per pesare l’efficacia di altre misure – vedi la “Guidi-Padoan” sul credito d’imposta per investimenti aggiuntivi in beni strumentali – bisognerà ancora aspettare, visto che la finestra per effettuare le spese scade il 30 giugno 2015. In altri casi – si legga i mini-bond per favorire il credito alternativo al canale bancario – i giudizi degli esperti sono ancora divisi tra il bicchiere mezzo pieno o mezzo vuoto. Quanto poi ai nuovi dossier in cantiere – dall’Industrial bond agli incentivi per le aggregazioni e le reti di imprese – bisognerà capire se le difficoltà di copertura sono state superate e se le norme verranno recuperate come emendamenti al decreto “Investment compact” o se verranno riproposti successivamente magari in un nuovo decreto legge.
Lo staff del ministro Federica Guidi mette intanto in rilievo alcuni punti consolidati. A partire dalla “Sabatini bis” che agevola l’acquisto o li leasing di macchinari, impianti, beni strumentali, hardware e software. Il primo plafond della Cassa depositi e prestiti, da 2,5 miliardi, è stato interamente prenotato e i finanziamenti già deliberati dalle banche superano il miliardo di euro, per un contributo del ministero pari a 75 milioni. In totale, per ora, sono poco più di 4.100 le imprese agevolate (1.800 piccole, 1.100 micro e 1.200 medie) per un investimento medio pari a circa 290mila euro. A detta delle associazioni dei produttori di beni strumentali la misura, per la quale la legge di stabilità ha raddoppiato il plafond Cdp a 5 miliardi, sta funzionando e potrebbe ricevere nuova linfa dalla norma dell’”Investment compact” che consentirà alle banche di utilizzare per i finanziamenti agevolati anche plafond di provvista che non arrivano dalla Cassa ma, ad esempio, da Bei o Bce.
All’industria in senso stretto le policy per le imprese hanno affiancato, già dal 2012 con il decreto crescita 2.0, l’innovazione delle nuove imprese. Il bilancio dice che, al 9 febbraio, le startup innovative iscritte alla sezione speciale del Registro delle imprese sono 3.212 di cui circa 2mila costituite dopo le norme del 2012. Gli incubatori certificati sono invece 29. Finora le operazioni del Fondo centrale di garanzia in favore di startup innovative sono 364 (accolte o in via di accoglimento): sono stati concessi 107 milioni di garanzie che hanno attivato circa 136 milioni di credito. I portali online abilitati alla raccolta di capitali per le startup («equity crowdfunding») sono invece 13, per 15 progetti pubblicati (4 chiusi con successo, 6 in fase di raccolta): nel complesso, il capitale di rischio totale raccolto supera 1 milione.
L’ultima novità, introdotta con l’”Investment compact”, è l’estensione alla categoria delle «Pmi innovative» di buona parte delle agevolazioni delle startup: 7mila le aziende potenzialmente interessate. Intanto lunedì prossimo, 16 febbraio, alle 12, si aprono i termini per presentare online sul sito www.smartstart.invitalia.it le domande per accedere a finanziamenti a interessi zero a copertura di programmi di investimento fino a 1,5 milioni: disponibili 220 milioni.

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