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Aiuti de minimis, superare il tetto non limita le imprese

Il superamento dell’aiuto de minimis non limita la possibilità di partecipazione ad altri bandi. Con sentenza del Consiglio di stato, sez. III, n. 2792 pubblicata il 7 aprile 2021, (presidente Franco Frattini, consigliere estensore Raffaello Sestini, Consiglieri Massimiliano Noccelli, Giovanni Pescatore, Ezio Fedullo), viene esplicitato un importante principio: le aziende che hanno superato l’importo «de minimis» possono comunque partecipare ad altri bandi, per poi eventualmente rinunciare a parte degli aiuti di stato concessi precedentemente.

Secondo l’art. 3, paragrafo 2, del regolamento Ue 1047/2013, l’importo complessivo degli aiuti «de minimis» concessi da uno Stato membro a un’impresa unica non può superare, attualmente, l’importo di 200.000 euro nell’arco di tre esercizi finanziari.

Su richiesta del Consiglio di stato la Corte di giustizia, con sentenza pubblicata il 28 ottobre 2020, ha osservato che gli articoli 3 e 6 del regolamento (Ue) n. 1407/2013 della Commissione devono essere interpretati nel senso che un’impresa, alla quale lo Stato membro intenda concedere un aiuto «de minimis» che, a causa dell’esistenza di aiuti precedenti, porterebbe l’importo complessivo a superare il massimale può scegliere, fino alla concessione di tale aiuto, per la riduzione del finanziamento richiesto o per la sua rinuncia, totale o parziale, a precedenti aiuti già percepiti, al fine di non superare tale massimale. Il momento in cui occorre valutare se si superi il massimale «de minimis» è quello della «concessione» dell’aiuto (cioè sostanzialmente nel momento in cui all’impresa è accordato il diritto di ricevere gli aiuti) e non alla data della sua erogazione formale.

Il controllo esercitato dagli Stati affinché siano rispettate le norme in materia di cumulo deve avvenire prima della concessione dell’aiuto. È vero che il regolamento n. 1407/2013 effettivamente non contiene disposizioni in forza delle quali le imprese richiedenti potrebbero modificare la loro domanda di aiuto al fine di rispettare il massimale «de minimis» e quindi non impone alcun obbligo in tal senso agli Stati membri. Dall’altro gli Stati membri possono consentire alle imprese richiedenti (prima della concessione) di modificare la loro domanda di aiuto, al fine di evitare che l’importo complessivo superi il massimale «de minimis».

La conseguenza di tutto questo è che, secondo il vigente diritto euro-unitario e nazionale, quando un’impresa faccia legittimamente domanda di un aiuto «de minimis» che, a causa dell’esistenza di aiuti precedenti, porterebbe l’importo complessivo a superare il massimale previsto, l’amministrazione concedente dovrà consentirle di optare, fino alla definitiva concessione di tale aiuto, per la riduzione del finanziamento richiesto o per la rinuncia, totale o parziale, a precedenti aiuti già percepiti, al fine di non superare il massimale.

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