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Aiuti alle partite Iva del 2019

Ai soggetti che hanno attivato la partita Iva dal 1° gennaio 2019, il contributo a fondo perduto spetta anche in assenza del requisito del calo di almeno il 30% dell’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2020 rispetto all’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi dell’anno 2019. Per il calcolo del contributo a fondo perduto per i soggetti che hanno attivato la partita Iva nel 2019, rilevano i mesi successivi a quello di attivazione della partita Iva e non viene rapportato all’intero anno 2019. È quanto ha affermato ieri il sottosegretario al Mef Maria Cecilia Guerra durante il question time in Commissione finanze alla Camera, citando i commi 4 e 5 dell’art. 1 del dl n. 41/2021. Il sottosegretario ha risposto a un’interrogazione che segnalava diverse situazioni nelle quali soggetti imprenditoriali, in particolare nel settore turistico e della ristorazione, sono rimasti esclusi dall’accesso ai contributi a fondo perduto in quanto hanno aperto l’attività a fine 2019. Guerra è poi intervenuta sulle startup innovative, evidenziando come, il comma 1-ter, introdotto in sede di conversione dal Senato del dl Sostegni, riconosce un contributo a fondo perduto per il 2021 nella misura massima di euro mille «ai soggetti titolari di reddito d’impresa che hanno attivato la partita Iva dal 1° gennaio al 31 dicembre 2018», la cui attività di impresa, in base al registro delle imprese tenuto presso la camera di commercio, è iniziata nel corso del 2019, e ai quali «non spetta il contributo di cui all’art. 1 del decreto in quanto l’ammontare medio mensile del fatturato e dei corrispettivi del 2020 non è inferiore almeno del 30% rispetto a quello del 2019.» Il sottosegretario ha evidenziato che il tema dei sostegni alle start-up resta all’attenzione del governo che si propone di intervenire nell’ambito di futuri provvedimenti.

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