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Aiuti alle aziende, lo Stato potrà coprire i costi fissi

In un contesto economico che rimane drammaticamente incerto e mentre si toccano con mano i timori di una ripresa dell’epidemia influenzale, la Commissione europea ha annunciato ieri di aver prolungato di tre-sei mesi il regime straordinario relativo alle regole sugli aiuti di Stato. Nel contempo, ha deciso di autorizzare la mano pubblica a sobbarcarsi i costi fissi delle aziende in difficoltà. L’obiettivo è di continuare a permettere ai governi di sostenere l’economia.

In primavera, l’esecutivo comunitario aveva adottato un regime straordinario tale da consentire ai governi di distribuire alle imprese in difficoltà a causa dell’epidemia influenzale sussidi, prestiti e garanzie. Il quadro regolamentare doveva durare fino alla fine dell’anno (si veda Il Sole/24 Ore del 20 marzo). Tenuto conto della perdurante situazione di emergenza, la Commissione europea ha deciso di allungare i termini fino a metà del 2021.

Successivamente, sempre l’esecutivo comunitario aveva deciso di permettere ai Paesi membri di ricapitalizzare le aziende in crisi, per evitare il loro eventuale tracollo (si veda Il Sole/24 ore del 9 maggio). La misura straordinaria era stata autorizzata fino a metà del 2021. Ieri Bruxelles ha annunciato di avere spostato la scadenza al settembre del 2021. Una nuova revisione di queste regole straordinarie avverrà nella primavera dell’anno prossimo alla luce della situazione economica, ha spiegato la Commissione europea.

Sempre ieri, Bruxelles ha deciso anche di emendare il regime sugli aiuti di Stato. I governi potranno sostenere una parte dei costi fissi di aziende in difficoltà, per evitare dolorose ristrutturazioni legate allo shock economico provocato dalla pandemia influenzale. «L’obiettivo è permettere allo Stato di coprire il periodo di emergenza», ha affermato un esponente comunitario. La misura sarà utilizzabile per le imprese che hanno subìto un calo del fatturato di almeno il 30% rispetto al 2019.

La Commissione ha deciso che la mano pubblica potrà coprire fino al 90% dei costi fissi di una piccola e media impresa e fino al 70% di una azienda più grande. «Naturalmente l’opzione vale solo per le aziende che non erano già in difficoltà alla fine del 2019», ha ricordato l’esponente comunitario. L’aiuto finanziario potrà essere di un massimo di tre milioni di euro per azienda (in un primo momento Bruxelles aveva stabilito il tetto a due milioni, poi aumentato su pressione di alcuni governi). Si deve presumere che in Italia la misura, valida anch’essa fino al 30 giugno, potrà essere particolarmente utile al settore del turismo.

La liberalizzazione parziale e temporanea degli aiuti di Stato ha provocato polemiche politiche, poiché le misure danno un vantaggio competitivo ai Paesi più ricchi. Finora, Bruxelles ha autorizzato aiuti per poco meno di tremila miliardi di euro (il 52,7% relativi alla Germania, il 15,2% all’Italia, e il 14,1% alla Francia). Peraltro, è ancora da chiarire quale saranno le regole sugli aiuti di Stato applicabili una volta che i Paesi riceveranno, sperabilmente nella primavera del 2021, il denaro proveniente dal Fondo per la Ripresa da 750 miliardi di euro.

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