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Aiuti alla riconversione estesi a tutta Italia

Gli incentivi per la riconversione e riqualificazione produttiva di aree di crisi industriale estesi a tutta Italia e non più alle sole aree di crisi industriale complesse; un voucher per la digitalizzazione delle pmi; al via l’attuazione del programma di politica industriale nazionale: sono queste alcune delle novità, in tema di incentivi alle imprese, che emergono dalla bozza del cosiddetto decreto legge del Fare-bis attualmente in fase di definizione.

Novità anche per le imprese cooperative, per le quali verranno introdotte semplificazioni e agevolazioni in tema di finanziamenti.

Ridotti i vincoli per gli aiuti per le aree di crisi industriale. Gli aiuti per il rilancio delle aree industriali potranno essere utilizzati in tutte le aree o distretti del paese interessate da fenomeni di crisi industriale con impatto significativo sulla politica industriale nazionale. Viene infatti modificata la riforma al regime di aiuto ex lege 181/89 introdotta dal dl 83/2012 che, fra l’altro, aveva portato alla sospensione dello sportello di presentazione delle domande, in attesa di applicare la riforma. Le modifiche allentano i vincoli previsti per i nuovi aiuti dando mandato a un decreto del ministero dello Sviluppo economico per individuare le situazioni in cui il regime di aiuto si potrà applicare, anche al di fuori dei territori interessati da crisi industriali complesse di rilievo nazionale.

Voucher da 10 mila euro per hardware e software. Le micro, piccole e medie imprese potranno accedere a un contributo a fondo perduto per investire nella propria digitalizzazione. Il voucher avrà un taglio massimo di 10 mila euro per ciascuna pmi e funzionerà su tutto il territorio nazionale. Le imprese potranno finanziare l’acquisto di software, hardware o servizi che consentano il miglioramento dell’efficienza aziendale, ma anche lo sviluppo di soluzioni di e-commerce e la connettività a banda larga e/o ultralarga. Il voucher coprirà anche le spese per lo sviluppo di iniziative di innovazione sociale anche del mondo non profit, nonché le spese per la formazione qualificata, nel campo Ict, del personale delle piccole e medie imprese e di iniziative non profit innovative. I fondi arriveranno dalle risorse comunitarie e il contributo sarà erogato in regime «de minimis». Dopo l’approvazione del decreto legge, un apposito decreto del ministro dello Sviluppo economico di concerto con il ministro dell’economia e delle finanze stabilirà i requisiti e le condizioni di accesso ai contributi, la misura massima degli stessi, le modalità di erogazione e le relative attività di controllo.

Parte l’attuazione programma di politica industriale nazionale. Il decreto Fare 2 rappresenta la prima attuazione del programma di politica industriale nazionale. Si tratta di un programma che sarà presentato dal governo alle camere entro il 30 giugno di ogni anno per definire gli interventi in materia di politica industriale previsti per l’anno successivo, anche in materia di fondi strutturali. Grazie a questa misura si intende rilanciare un quadro strategico per la politica industriale, seguendo i principi e gli indirizzi formulati dall’Unione europea. La norma impone quindi una definizione periodica degli interventi in materia di politica industriale, sulla base di un’analisi strategica preventiva per filiere ed una valutazione successiva dell’impatto delle politiche economiche e di sviluppo attuate.

Semplificazioni per i finanziamenti alle cooperative. I finanziamenti erogati alle cooperative dalle società finanziarie previste dalla Legge Marcora non concorreranno a formare la base imponibile dell’imposta sostitutiva e potranno godere quindi di un risparmio in termini di tassazione. Inoltre, tali società finanziarie potranno sostenere, attraverso interventi di assunzione di partecipazioni al capitale, anche le società cooperative con meno di dieci soci. Quest’ultimo chiarimento si è reso necessario a seguito di dubbi interpretativi sorti con l’ultima riforma del diritto societario.

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