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Aiuti al solare, se di piccola taglia

di Luigi Chiarello  

Il governo manterrà gli aiuti al fotovoltaico per gli impianti di piccola taglia, anche se le agevolazioni al solare saranno in misura ridotta, rispetto a quanto previsto finora. Sembra essere questa la strada imboccata dal governo. Una direzione confermata dallo stesso presidente del consiglio, Silvio Berlusconi, che ieri ha dichiarato: «Gli incentivi alle energie rinnovabili devono adeguarsi all'andamento degli altri paesi europei.

Il boom del fotovoltaico determina sulle bollette dei cittadini un aggravio, che era necessario calmierare. Ma il progetto di diversificazione delle fonti di energia», ha spiegato il premier, «corrisponde a impegni internazionali precisi e guarda al futuro. Coloro che hanno investito nella green economy, come anche chi lavora in questo settore, non devono nutrire timori. Entro poche settimane», ha spiegato Berlusconi, «il governo stabilirà il nuovo quadro di incentivi, che consentirà alle aziende del settore la programmazione di investimenti per un mercato maturo di lungo periodo». Sia come sia, il ministro allo sviluppo economico, Paolo Romani, assieme ai ministri dell'ambiente e dell'agricoltura, Stefania Prestigiacomo e Giancarlo Galan, ha convocato per martedì prossimo, a via Veneto, una riunione con le parti sociali. Oltre alle associazioni di categoria, ci saranno i rappresentanti del settore bancario, delle aziende attive nel rinnovabile, i gestori di rete e le associazioni consumatori. La consultazione verterà sui decreti ministeriali attuativi del dlgs sulle rinnovabili, che vedranno la luce a partire da fine mese (si veda ItaliaOggi dell'1-2-4 e 8 marzo 2011). In ballo ci sono proprio i futuri incentivi al solare, visto che il dlgs sulle rinnovabili ha escluso dalle agevolazioni attuali tutti gli impianti fotovoltaici collegati alla rete dopo il 31 maggio. Rimandando ogni altro aiuto a un decreto del ministro Romani, scritto di concerto con i tecnici della Prestigiacomo. Decreto che, secondo il dlgs, dovrebbe giungere entro fine aprile, ma che il ministro Galan ha rivelato giungerà entro fine marzo (si veda ItaliaOggi di ieri). Intanto, in base ad alcune stime, diffuse ieri al teatro Quirino di Roma, nel corso di una protesta unitaria delle principali categorie di produttori (Anev, Assosolare, Asso energie future, Aper, Gifi/Anie, Ises Italia), il decreto «taglia-solare» esporrà «da subito al rischio disoccupazione 140 mila lavoratori». Ma vediamo quanto costa il fotovoltaico agli italiani.

Il costo a bolletta e le ricadute del vecchio Conto energia. In base a stime Legambiente circolate nei giorni scorsi in relazione al conto energia bloccato dal dlgs, lo sviluppo del solare costerebbe 1,7 euro a famiglia in bolletta elettrica fino al 2020, generando una ricaduta occupazionale di circa 215 mila addetti per nove anni. Il tutto per raggiungere 8 mila Mw di potenza installata entro il 2020; obiettivo per altro quasi raggiunto, visto che a fine 2010 si toccavano in Italia i 7 mila Mw. Si tratta, comunque, di un target ridotto rispetto a quello di paesi come la Germania, che pur avendo minore esposizione solare vuole installare entro il 2020 circa 52 mila Mw (oggi i tedeschi hanno toccato quota 18 mila Mw).

Così, la spesa degli italiani in rinnovabile. Nel 2009 il sostegno alle fonti rinnovabili elettriche è costato agli italiani circa 2,1 mld di euro in voce A3. Nel 2010 è costato, invece, 3,4 mld di euro, di cui 2,8 mld in voce A3. Ma, a gravare sulle bollette elettriche ci sono più voci non tutte destinate all'energia verde. In particolare:

– 285 mln vengono destinati all'eredità nucleare (gestione delle scorie e ricerca);

– oltre 1,2 mld vanno per i vecchi incentivi CIP6, riconosciuti agli impianti in essere per i prossimi 15 anni circa. Tra questi ci sono i termovalorizzatori e per 644 mln di euro anche i produttori di energia elettrica da fonti fossili, obbligati per legge ad acquistare certificati verdi;

– 355 mln sono per aiuti che riguardano le Ferrovie dello stato;

– e, dulcis in fundo, 2,756 mld di euro per gli incentivi a tutte le rinnovabili. Di questi, solo il 24% va al fotovoltaico.

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