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Airbnb, scontro sulla tassazione

La tassa sulle locazioni brevi inserita in manovra, e ribattezzata “tassa Airbnb”, non piace ai gestori delle piattaforme on line né tanto meno agli agenti immobiliari professionali chiamati tutti a vestire i panni dei sostituti d’imposta. Ma il Parlamento non demorde. E lo stesso presidente della Commissione Bilancio della Camera, Francesco Boccia (Pd), respinge le critiche al mittente senza perdere l’occasione per sottolineare che i rappresentanti di queste strutture non possono «venire qui (alla Camera, ndr) a dirci che non ci sono stabili organizzazioni in Italia, lo trovo un po’ arrogante». Non solo. «Vederlo poi ammettere anni dopo e solo a causa delle inchieste non è il massimo. Costruiremo norme che rispettano le regole internazionali vigenti che abbiamo comunque il dovere di cambiare in Europa e nel resto del mondo. E su questo il passaggio del G7 economia di Bari di questo fine settimana potrà aiutarci molto».
Lo scontro-confronto tra Boccia e i rappresentanti degli operatori del mercato delle locazioni brevi è avvenuto al termine del ciclo di audizioni sulla manovra correttiva all’esame della Camera. A chiusura sono stati ascoltati anche i rappresentanti del mercato dei giochi, «a rischio collasso» secondo le associazioni aderenti a Confindustria, Sistema gioco Italia e Acadi.
Per Boccia, dunque, «non esiste una tassa AirBnb ma una proposta coerente rispetto alla trasformazione in corso del mercato fatta dal Governo sulla quale il Parlamento farà le proprie valutazioni». A preoccupare gli operatori non è tanto la cedolare secca del 21%, ha spiegato Alessandro Tommasi, Public policy manager di Airbnb Italia, ma «la difficoltà che a un soggetto estero possa essere attribuito per legge il ruolo di sostituto d’imposta in Italia senza consentirgli di dimostrare l’assenza o la presenza di stabile organizzazione».
Per Booking.com la tassa sulle locazioni non è attuabile e scoraggia gli operatori europei ad arrivare in Italia. Servono strumenti meno invasivi e per questo i rappresentanti di Booking.com hanno proposto l’abolizione dell’articolo 4 della manovra perché «manifestatamente in contrasto con la normativa europea in merito alla libera prestazione di servizi e al principio di proporzionalità».
Per gli agenti immobiliari della Fiaip la tassa Airbnb introduce adempimenti di «notevole gravosità» sia in termini economici che amministrativi. Infine le nuove norme dovranno valere per tutti (property managers, agenti immobiliari e portali on line) e per tutte le tipologie di ricettività «extra-alberghiera», almeno secondo quanto ha sottolineato Stefano Bettanin, presidente di Property Managers Italia, associazione nazionale di categoria che rappresenta gli imprenditori che operano come gestori nel settore degli affitti brevi.
Altro tema caldo della manovra è la nuova stangata sui giochi. Sistema Gioco Italia e Acadi hanno affermato che se la “stretta” non sarà rimodulata sull’intero comparto c’è il rischio di collasso. E, ricordando come la tassazione sugli apparecchi sia ormai insostenibile, hanno messo sul tavolo una proposta concreta di rimodulazione del nuovo prelievo su new slot e videolottery: per le new slot l’aumento potrebbe passare dal 17,5% ante decreto al 18,3% anziché al 19%, mentre per le Vlt il Preu dovrebbe passare al 5,8% anziché al 6%. Inoltre si potrebbe agire sul pay out (passando dall’attuale 70% al 68%) e ricalibrare la tassa sulla fortuna: aumento dal 6 al 10% e non all’8% come prevede il Dl per le vincite al Lotto e decorrenza dal 1° luglio e non da ottobre dell’aumento dal 6 al 12% per le vincite sopra i 500 euro (Vlt, Gratta e Vinci e Superenalotto). Sulla stessa linea per una rimodulazione della stangata sui giochi anche la Sapar, l’associazione che raggruppa i gestori degli apparecchi da intrattenimento. Un intervento «ingiustificabile» e che colpisce esclusivamente l’unica filiera caratterizzata da piccole e medie imprese «con un indotto occupazionale di circa 300 mila lavoratori». Sul tema è sempre Boccia ad annunciare che sarà necessario aprire una discussione seria soprattutto sui giochi online, dove le audizioni fanno emergere che sulla rete «c’è un vero e proprio far west».

Marco Mobili

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