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Airbnb, dati fiscali in Spagna

Anche in Spagna Airbnb e, più in generale, le piattaforme di affitti turistici dovranno, entro il 31 ottobre 2018, fornire i dati all’Agenzia delle entrate spagnola, di chi condivide le offerte tramite i loro siti. È questa l’indicazione che arriva dalle modifiche dei modelli delle dichiarazioni dei redditi iberiche. Il nuovo obbligo fiscale, approvato dal Ministero delle finanze nel dicembre 2017, entrerà in vigore a luglio di quest’anno, in modo che le piattaforme del turismo avranno tempo fino al mese di ottobre per informare l’Agenzia delle imposte relative agli affitti sottoscritti tra luglio e settembre, poiché la dichiarazione ha una frequenza trimestrale e deve essere presentata durante il mese di calendario successivo alla fine di ciascun trimestre. Per i dati del quarto trimestre 2018, gli intermediari avranno tempo fino al 31 gennaio 2019, mentre per tenere conto degli affitti sottoscritti nel primo e nel secondo trimestre di quest’anno, l’Agenzia delle entrate estende la data fino al 31 dicembre, con l’obiettivo di garantire un periodo di adattamento dei sistemi di informazione al contenuto del nuovo obbligo. In particolare, l’Agenzia delle entrate spagnola richiederà l’identificazione del proprietario dell’abitazione, l’identificazione del proprietario del diritto in virtù del quale l’abitazione viene trasferita (se diversa dal proprietario dell’abitazione) e l’identificazione degli assegnatari o delle entità. Allo stesso modo, gli intermediari dovranno includere nelle loro dichiarazioni l’identificazione dell’oggetto della cessione, il riferimento catastale dell’oggetto della cessione, e il numero di giorni di godimento della casa con finalità turistiche. Sarà richiesta l’identificazione del proprietario dell’abitazione e l’identificazione del proprietario del diritto sotto il quale viene trasferita l’abitazione (se diverso dal proprietario dell’abitazione). Si include anche l’importo ricevuto dal cedente del diritto e il numero del contratto. Le dichiarazioni devono essere presentate dalle persone e dalle società che forniscono il servizio di intermediazione tra i cessionari e gli assegnatari dell’uso degli alloggi a fini turistici, a titolo oneroso o gratuito.

In Italia è previsto che gli intermediari che attraverso le loro piattaforme fanno incontrare la domanda e l’offerta per gli affitti brevi oltre i dati debbano agire da sostituto di imposta per conto dell’Agenzia delle entrate versando per conto di chi stipula il contratto un acconto del 20% sulla transazione.

A differenza della normativa italiana non si prevede che Airbnb Spagna faccia da sostituto di imposta trattenendo e versando una quota degli importi pari al 20%. Sulla normativa di scambio di informazioni e di trattenuta di imposta, Airbnb Italia ha aperto un contenzioso con l’Agenzia non versando ancora il dovuto.

Cristina Bartelli

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