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Air France, via libera di Bruxelles alla ricapitalizzazione da 4 miliardi

A meno di un anno dalla ciambella di salvataggio lanciata all’indirizzo di Air France-Klm, gravemente piegata dalla crisi pandemica, lo Stato francese torna in soccorso della compagnia franco-olandese con una ricapitalizzazione da 4 miliardi che ha incassato ieri il via libera della Commissione europea. Il piano comprende la conversione del prestito soci pubblico da 3 miliardi di euro già concesso dalla Francia (e approvato a maggio 2020 dall’Europa insieme a un prestito di 4 miliardi garantito al 90% dallo Stato) in uno strumento di capitale ibrido e un’iniezione di capitale da parte del governo di Parigi, attraverso la sottoscrizione di nuove azioni nell’ambito di un aumento aperto agli azionisti esistenti e al mercato fino a un massimo di un miliardo di euro a seconda delle dimensioni di questa operazione. L’intervento riguarderà solo il “braccio” francese della compagnia e non Klm.

In virtù del nuovo step, come ha spiegato ieri il ministro francese dell’Economia, Bruno Le Maire, il governo di Parigi sarà autorizzato a salire dall’attuale 14,3% a poco meno del 30%, per non dover lanciare un’offerta pubblica d’acquisto sul restante capitale. «Ciò renderà lo Stato il primo azionista di Air France», ha aggiunto il ministro definendo la manovra «un segnale d’impegno» nei confronti della compagnia. Le Maire ha poi chiarito i termini dell’accordo con Bruxelles, in base al quale Air France-Klm cederà 18 slot orari all’aeroporto di Parigi-Orly (rispetto ai 24 chiesti dall’Europa e agli oltre 300 in suo possesso), ma la riallocazione ai concorrenti sarà limitata a velivoli con base presso lo scalo transalpino e con equipaggi sotto contratti nazionali secondo le condizioni negoziate dalla Francia. Che si è poi impegnata a elaborare una strategia di uscita credibile entro 12 mesi dalla concessione dell’aiuto, a meno che l’intervento dello Stato non si riduca a un livello inferiore al 25% del capitale. Se, sei anni dopo aver ricevuto l’aiuto, la partecipazione dello Stato non sarà parecchio ridotta in linea con il quadro di riferimento temporaneo, sarà notificato alla Commissione un piano di ristrutturazione per Air France.

«Il sostegno pubblico porterà a una maggiore stabilità», ha detto il ceo della compagnia, Benjamin Smith, in una nota in cui si annuncia una perdita operativa di 1,3 miliardi di euro nel primo trimestre. Ma l’ok di Bruxelles ha provocato l’immediata reazione delle forze politiche che sostengono il governo Draghi: dal M5S che, con la senatrice Giulia Lupo, ha fatto notare «all’Ue che non si possono applicare due pesi e due misure» con riferimento ai veti pronunciati dalla Commissione nel caso Alitalia, alla Lega che, con Marco Camponesi, capo delegazione al Parlamento Europeo, ha parlato «di disparità di trattamento». Mentre, dall’opposizione, Carlo Fidanza(FdI), ha sottolineato che a Bruxelles «si fanno figli e figliastri».

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