Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Air France, salvataggio di Stato Dal governo 4 miliardi di aiuti

Dopo mesi di trattative si è chiuso nel weekend di Pasqua il salvataggio di Air France. Il cda della compagnia aerea francese ha approvato l’accordo di ricapitalizzazione, già approvato dalla Commissione europea nei giorni scorsi: altri 4 miliardi di euro per dare ossigeno alla compagnia di bandiera che brucia 10 milioni di euro al giorno e che ha registrato un buco di 1,3 miliardi nei conti del primo trimestre 2021. Dopo aver già organizzato prestiti diretti e indiretti l’anno scorso per 7 miliardi, il governo di Parigi corre di nuovo in soccorso di Air France, riuscendo a strappare il via libera di Bruxelles.
«È una buona notizia per Air France e per i francesi», commenta Bruno Le Maire. Il ministro dell’Economia ha ricordato l’importanza del salvataggio per tutto il settore aeronautico che pesa molto su Pil e occupazione d’Oltralpe. Le Maire ha fatto una battuta su Alitalia: «A differenza dell’Italia, dove vedo che ci sono esitazioni, noi consideriamo strategico avere una compagnia di bandiera ». La ricapitalizzazione si farà attraverso la conversione dei 3 miliardi di prestiti diretti varati l’anno scorso in azioni “ibride”. Il governo aggiungerà un investimento pubblico di un miliardo. Lo Stato francese, che attualmente detiene il 14%, salirà quindi fino al 29% del capitale, diventando primo azionista del gruppo. I soci olandesi di Klm, che nel 2019 avevano a sorpresa incrementato le azioni, restano a guardare. Per effetto della ricapitalizzazione la quota di Klm scenderà intorno al 9%. Salirà invece l’influenza dei cinesi in Air France: la partecipazione di China Eastern potrebbe infatti crescere fino al 10%. I sindacati hanno accolto con prudenza il salvataggio: i vertici hanno già annunciato 8 mila tagli all’organico entro il 2022.
In cambio della ricapitalizzazione e del riassetto, Bruxelles ha chiesto la chiusura di 18 slot nello scalo di Orly, meno dei 24 inizialmente previsti e già imposti a Lufthansa su Francoforte. A lamentarsi però non sono i tedeschi che hanno chiuso il loro salvataggio mesi fa. Le critiche arrivano da Lega, M5S e Fratelli d’Italia che attaccano la Commissione europea accusandola, per dirla con Carlo Fidanza (Fdi), di fare «figli e figliastri ». Ovvero di dare il via libera ai salvataggi di Air France e Lufthansa mentre i negoziati con Alitalia sono al palo. A Bruxelles rispondo ricordando che la ricapitalizzazione pubblica in virtù del Temporary Framework, la deroga al divieto di aiuti di Stato introdotta a inizio pandemia, vale solo per le imprese in buona salute e non per quelle decotte. Come riassume una portavoce della Commissione: «Lo scopo del Temporary Framework è di sostenere imprese altrimenti sane entrate in difficoltà a causa della pandemia. Per questa ragione compagnie già in difficoltà prima del 31 dicembre 2019 non possono accedere agli schemi di ricapitalizzazione. Alitalia ha subito perdite persistenti e la compagnia versava già in uno stato di difficoltà. Al contrario di Air France e Lufthansa».
A Bruxelles inoltre si ricorda che al momento sono state approvate 470 richieste di ricapitalizzazione pubblica su 580 simili a quelle concesse ad Air France e Lufthansa. L’Italia è il Paese che ha beneficiato del maggior numero di interventi (42) in Europa, la maggior parte in favore di interi settori dell’economia. In totale, l’Antitrust Ue ha approvato circa 3.000 miliardi di aiuti: il 52,9% sostenuti dal governo tedesco e il 15,3% – seconda quota in Europa – da quello italiano (la Francia è al 14,4%). Parigi però è stata più rapida di Roma nello spendere i soldi: 155 miliardi contro i 107 italiani.
Intanto – si ricorda a Bruxelles – Alitalia ha ricevuto l’ok a 297,15 milioni di aiuti pubblici per compensare i danni diretti causati dal coronavirus e ora negozia secondo le normali regole europee sugli aiuti di Stato il lancio di Ita. La commissaria Ue Margrethe Vestager chiede discontinuità tra Alitalia e Ita per dare il via libera all’operazione. Inoltre, per giustificare 3 miliardi di soldi dei contribuenti a Ita, la Ue chiede che il governo dimostri di comportarsi come un investitore di mercato in cerca di profitto. Un negoziato che a causa delle incertezze degli ultimi governi procede al rilento e ora è arrivato al momento decisivo, con il dossier che rischia realmente una bocciatura.
Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Ai tempi delle grandi manifestazioni contro la stretta cinese, le file degli studenti di Hong Kong a...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’ingresso nel tempio della finanza tradizionale pompa benzina nel motore del Bitcoin. Lo sbarco s...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

L’Internet super-veloce e la fibra ottica sono un diritto fondamentale, costituzionale, che va ass...

Oggi sulla stampa