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Air France-Klm è in piena crisi

di Ettore Bianchi 

Non se la sta passando affatto bene la compagnia franco-olandese Air France-Klm. Essa, destinata ad assorbire Alitalia di cui è azionista al 25%, si trova in una situazione finanziaria delicata. Dopo un 2010 archiviato con un utile di 122 milioni di euro (ma la sola Air France aveva perso 240 mln), il primo trimestre del 2011 ha registrato un buco di 143 milioni.

Ma non è l'unico problema per il vettore.

Come ha spiegato recentemente il direttore generale Pierre-Henri Gourgeon, la situazione è peggiore del previsto: il risultati sono insoddisfacenti e inferiori a quelli dei principali concorrenti europei. Più chiaro di così. Ecco perché i vertici hanno chiesto ai lavoratori di tirare la cinghia. Air France-Klm è meno competitiva di Lufthansa e British Airways: ad attività comparabili il margine è inferiore di due punti. Sono molti gli analisti che pronosticano un anno in perdita, mentre il concorrente tedesco e quello britannico conseguiranno profitti. In un anno le azioni di Air France-Klm hanno perso metà del loro valore, fino a toccare il minimo storico di 5,70 euro due settimane fa. Così, alla borsa di Parigi, la compagnia vale meno di otto Airbus A380, mentre essa possiede circa 300 apparecchi.

Un esperto del settore sostiene che l'andamento del titolo riflette la scarsa fiducia degli investitori nei confronti degli attuali amministratori della società. Stretta fra i vettori low cost sul mercato europeo e le compagnie mediorientali e asiatiche sul lungo raggio, Air France è stata anche penalizzata dalla fiammata delle quotazioni del petrolio, che rappresenta il 27% dei suoi costi, ma anche dalla crisi in Giappone e nelle nazioni arabe che ha fatto scendere il traffico.

In realtà le radici dei problemi sono più profonde. Il giornale francese Le Nouvel Observateur è riuscito a spulciare i conti della sola Air France, disgiunti dall'intero gruppo: in tre anni sono stati accumulati 1,48 miliardi di euro di deficit.

In un clima negativo, la sfiducia e il risentimento emergono con forza. Così i lavoratori accusano Gourgeon di avere minimizzato le difficoltà per riuscire a rimanere in sella. Un rappresentante sindacale dice che da un anno il direttore ripeteva che la ripresa era vicina e che se ne sarebbe usciti discretamente: ma non poteva essere così.

Come se non bastasse, ora spuntano le faide interne. Da tre mesi il presidente Jean-Cyril Spinetta e Gourgeon si affrontano per la scelta del nuovo patron del gruppo. Finora Gourgeon ha abbinato la funzione di amministratore delegato a quella di d.g., ma ora gli è stato chiesto di essere affiancato da un altro manager. Spinetta sponsorizza Lionel Guérin, numero uno della filiale low cost Transavia ed ex pilota, mentre Gourgeon vorrebbe al suo fianco Alexandre de Juniac, ex direttore del gabinetto di Christine Lagarde, da poco diventata direttore del Fondo monetario internazionale dopo essere stata ministro delle finanze francese. Una battaglia che rischia di indebolire ancor di più il vettore.

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