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“Air France investa o esca da Alitalia”

Alitalia di nuovo al bivio. Nel giro di una settimana si decideranno, forse per sempre, le sorti industriali di questo elefante in perenne perdita. E le ultime indiscrezioni parlano del gruppo Etihad pronto a scendere in campo in modo deciso nella veste di partner, affiancando o prendendo il posto di Air France se i francesi decideranno di sfilarsi o ridurre la partecipazione in Alitalia.
Il primo passo per chiarire una volta per tutte chi sarà questo l’alleato, lo farà il ministro dei Trasporti Maurizio Lupi che giovedì prossimo volerà a Parigi per incontrare il suo collega francese. «In quella occasione — spiega Lupi — dirò con chiarezza che la compagnia, un asset privato ma strategico per il Paese, ha presentato un buon piano industriale. Quindi — aggiunge — la ricerca di un partner è fondamentale e cinque anni fa Alitalia ha puntato su Air France. Ora o questo partner ritiene strategico il nostro asset intervenendo nell’azienda e investendo come ha fatto con Klm oppure serve una alternativa».
In sostanza o Air France decide una volta per tutte di prendere in mano il vettore o la scelta cadrà, come sembra plausibile in queste ultime ore, sul gruppo Etihad negli ultimi mesi dedito ad uno shopping selvaggio in Europa. Il gruppo di Abu Dhabi ha messonel mirino diversi vettori continentali oltre ad avere un consolidato accordo di code sharing con Air France e Alitalia.
A questo punto nelle mani alla ex compagnia di bandiera restano solamente due carte da giocare. La prima: scovare denaro fresco per oltre 300 milioni di euro entro il 26 settembre, data del prossimo cda che approverà la semestrale 2013 in pesante perdita. Una missione impossibile che vede in queste ore il numero uno Gabriele Del Torchio impegnato in un estenuante tour negliuffici dei top manager bancari.
La seconda carta da giocare è invece quella del Cavaliere bianco che prenda in mano le redini dell’azienda, togliendo dal campo la pletora di azionisti che puntano all’incasso delle proprie quote. E in molti ora comincianoa dubitare che l’identikit del “salvatore” corrisponda a quello del vettore transalpino pressato dall’allarme rosso sui conti. Ieri l’ad di Air France Frédéric Gagey ha presentato il conto della crisi ai sindacati: sono 2.800 i nuovi esuberi previsti dal piano di riassetto.
I sindacati italiani, al pari dei colleghi francesi, sono preoccupati e temono un’accelerazione negativa della crisi Alitalia in assenza di una partnership. Secondo Giovanni Luciano segretario della Fit Cisl, «le dichiarazioni del ministro Lupi lasciano perplessi. Il problema della compagnia sta per ripresentarsi con grande drammaticità per colpa di un settore allo sbando proprio per colpa delle istituzioni». E Claudio Tarlazzi segretario generale della Uil Trasporti, guarda con «preoccupazione ai lavoratori, che hanno già dato molto. Alitalia da sola non sta in piedi, serve subito un grande partner industriale. E un grande alleato come Etihad, pronto a gettare le basi in Italia per un grande hub del Mediterraneo, sarebbe il benvenuto».
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