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Air France gela Etihad “Con offerta ostile pronti a scendere”

Air France punta i piedi e minaccia l’uscita a effetto dal capitale Alitalia. La compagnia francese, a poche ore dalla attesa risposta di Etihad che potrebbe dare il via alla trattativa in esclusiva, e in sostanza all’acquisizione del vettore italiano, alza un ultimo e forse disperato muro davanti ai promessi sposi dei cieli: «Se l’operazione non sarà amichevole e ci sarà ostile, dovremo riflettere se ritirarci in modo più importante da Alitalia » ha minacciato ieri il numero uno del gruppo transalpino Alexandre de Juniac.

Un intervento che informalmente, dall’interno del governo e della stessa azienda italiana, non si esita a definire “a gamba tesa”. Infatti, Air France per oltre dieci anni è stato il principale azionista di Alitalia che, sia pur in parte, può ringraziare il partner francese — seduto dai primi anni del Duemila nel cda di Alitalia — per le non brillanti performance finanziarie degli ultimi anni.
Oggi, o entro venerdì sera come sussurrano le indiscrezioni non troppo benevole con il governo Renzi, l’offerta di Etihad potrebbe prendere corpo portando il nostro vettore sotto l’ala di Abu Dhabi. Spingendo, nel contempo, il consenso per l’operato del governo a poche ore dalla tornata elettorale europea.
Sulla lettera che il cda della compagnia araba potrebbe inviare a ore all’ad di Alitalia Gabriele Del Torchio, pesa questa nuova presa di posizione di de Juniac. Quelli che fino a sette mesi fa erano i principali azionisti di Alitalia col 25% del capitale, e che oggi superano a malapena il 7%, minacciano di uscire del tutto dalla compagnia. Ma ad un prezzo molto alto.
Le parole giunte da Parigi, che si è sempre detta pronta a valutare di investire nuovamente in Alitalia nel caso di un ingresso amichevole di Etihad (che ha costruito una partnership molto stretta con i francesi) suonano come un campanello d’allarme, anche perché la sfida lanciata dai transalpini arriva in un momento delicatissimo della trattativa e rischia di aprire (a detta dello stesso de Juniac) un fronte ostile a Bruxelles dove si stanno studiando i dossier delle tre grandi mediorientali Emirates, Qatar e Etihad. La sottile minaccia è quella di far «valutare» alla Commissione se esistono gli estremi per uno stop allo shopping di aerolinee delle compagnie del Golfo stanno portando avanti Europa. Air France non esita a sottolineare in negativo l’offerta degli arabi che a detta di Parigi, sarebbe molto più dura rispetto alle condizioni poste da Etihad.
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