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Aig, causa da 25 miliardi al Governo sul salvataggio

Grazie per averci salvato dal sicuro fallimento, ma vi facciamo causa lo stesso. È questo in sintesi il messaggio lanciato ieri al governo americano dal colosso assicurativo Aig, una delle vittime eccellenti della crisi subprime salvata nel 2008 grazie a un pacchetto record di aiuti da 182 miliardi di dollari.
La Aig potrebbe decidere infatti di unirsi a una causa da 25 miliardi di dollari avviata nel 2011 da un suo grosso azionista, la società Starr International guidata dall’ex-a.d. della Aig, Hank Greenberg, che accusa il Governo di avere imposto termini eccessivamente onerosi in cambio degli aiuti (per esempio tassi di interesse del 14%) e di avere ricavato un profitto di 22 miliardi di dollari dalla vendita dell’80% delle azioni Aig ricevute durante la parziale nazionalizzazione della società.
Tra le righe l’accusa della Starr contro il Governo è di avere indirettamente favorito le grosse società di Wall Street, in particolare Goldman Sachs, a spese degli azionisti della Aig. Il colosso assicurativo infatti aveva venduto alle grosse emittenti di mortgage backed securities (derivati basati su mutui subprime) polizze di assicurazione chiamate «credit default swaps». Il fallimento della Aig, e la sua incapacità di coprire il rischio di perdite sulle mortgage backed securities, avrebbe causato enormi perdite agli istituti finanziari.
«Aig era libera di decidere tra la linea di credito della Federal Reserve e il fallimento» ha detto il portavoce della Federal Reserve Jack Gutt, aggiungendo che la causa non ha merito.
Per quanto ingrata l’azione legale possa sembrare a molti funzionari del Tesoro e della Fed, e ai contribuenti americani, il consiglio di amministrazione della Aig ha l’obbligo di prenderla in considerazione seriamente per evitare guai legali e finanziari in futuro. Se gli azionisti dovessero infatti vincere la causa contro il governo, essi potrebbero fare a loro volta causa contro la Aig per ottenere risarcimenti.
L’esito della causa, depositata presso i tribunali di New York e Washington, è difficile da prevedere, ma alcuni esperti legali credono che non abbia merito. Il giudice di New York per esempio non ha nemmeno dato l’autorizzazione a procedere in novembre, sostenendo che «l’accusa ha dipinto un ritratto malavitoso del governo degno di un film di Oliver Stone» e sottolinenando che la Aig aveva accettato volontariamente i termini del salvataggio.
Il ruolo da protagonista giocato dall’87enne Hank Greenberg in questa saga legale ha oltretutto fatto alzare qualche sopracciglio. Dopo esser stato al timone della Aig per quasi 40 anni, Greenberg era stato costretto a dimettersi per il suo coinvolgimento in uno scandalo contabile nel 2005 e aveva trascorso gli anni successivi in una serie di dispute legali con la società.
Il cda della Aig si è riservato il diritto di valutare i pro e i contro di unirsi alla causa contro il governo entro fine gennaio, dopo aver ascoltato le testimonianze di rappresentanti della Fed, del Tesoro e degli azionisti litigiosi. Wall Street ha mostrato intanto il suo disappunto nei confronti della società spingendone ieri il titola al ribasso dello 0,8%.

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