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Ai nastri di partenza le comunicazioni oggettive

Tutti i destinatari della normativa antiriciclaggio, con cadenza periodica, saranno obbligati sulla base dell’art. 47 del nuovo decreto, a trasmettere all’Uif una serie di informazioni su operazioni a rischio di riciclaggio o di finanziamento al terrorismo. Spetterà ai singoli ordini professionali dettare le regole pratiche a cui i singoli iscritti dovranno attenersi per la corretta gestione degli obblighi antiriciclaggio.

Le comunicazioni oggettive. In attuazione dell’art. 15 (comma 2, lett. f) della legge delega (legge 170/2016), viene previsto che oltre alle Sos, i soggetti obbligati trasmettono alla Uif, con cadenza periodica, dati e informazioni individuati in base a criteri oggettivi, concernenti operazioni a rischio di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo. Si tratta di informazioni di cui l’Uif potrà avvalersi, presumibilmente per motivi di studio, per effettuare analisi di fenomeni o tipologie di operazioni in cui sussiste un rischio di riciclaggio o di finanziamento al terrorismo individuate sulla base di criteri oggettivi. Potrebbe trattarsi, ad esempio per le banche, di bonifici o prelievi al di sopra di determinati ammontari, per i notai di compravendite immobiliari superiori a certi limiti, per i dottori commercialisti di rilevanti transazioni con l’estero poste in essere dai relativi clienti ecc.

Con istruzioni da pubblicarsi in G.U., la Uif, sentito il Comitato di sicurezza finanziaria, individuerà definitivamente le operazioni, i dati e le informazioni che i destinatari della normativa sono tenuti a trasmettere e definirà le relative modalità di trasmissione. Salvo ipotesi particolari, l’invio di una comunicazione oggettiva esclude l’obbligo di segnalazione di operazione sospetta.

Gli organismi di autoregolamentazione. Le nuove regole antiriciclaggio trasformano gli ordini professionali in organismi di autoregolamentazione nei confronti dei relativi iscritti. Ne consegue che il Consiglio nazionale dei dottori commercialisti ed esperti contabili, quello del notariato, dei consulenti del lavoro nonché il Consiglio nazionale forense saranno legittimati ad emanare disposizioni di attuazione per gli adempimenti dei relativi iscritti.. Gli organismi di autoregolamentazione, infatti, si legge nel comma 2 dell’art. 11 sono responsabili dell’elaborazione e aggiornamento di regole tecniche relative a:

1) procedure e metodologie di analisi e valutazione del rischio di riciclaggio e finanziamento del terrorismo cui i professionisti sono esposti nell’esercizio della propria attività e l’eventuale nomina di un responsabile antiriciclaggio;

2) alle procedure di adeguata verifica, anche semplificata della clientela e di controlli interni;

3) delle procedure attinenti la conservazione dei documenti, dei dati e delle informazioni di cui all’art. 32.

Le regole tecniche demandate agli organismi di autoregolamentazione sono sottoposte ad un preventivo parere del Comitato di sicurezza finanziaria . Quelle attinenti all’analisi del rischio dovranno essere emanate entro 12 mesi dalla entrata in vigore delle nuove norme. I Consigli nazionali, anche attraverso gli ordini locali, sono responsabili della formazione e dell’aggiornamento dei propri iscritti in materia di politiche e strumenti di prevenzione del riciclaggio e di finanziamento del terrorismo. Essi, inoltre, mediante propri organi all’uopo predisposti, applicano sanzioni disciplinari a fronte di violazioni gravi, ripetute o sistematiche ovvero plurime degli obblighi dei propri iscritti.

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