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«Ai 48mila assicurativi 181 euro di aumento»

L’obiettivo «è dare un futuro al contratto collettivo nazionale Ania». Luca Esposito, segretario nazionale della Fisac Cgil, riassume così il significato politico della piattaforma per il rinnovo degli assicurativi. Riguarda 48mila lavoratori, in un universo che però ne occupa almeno 250mila. Con contratti diversi. E non è un caso quindi che tra i temi che i sindacati sottoporranno ad Ania c’è anche quello di riportare nel perimetro del contratto persone che oggi non lo sono, pur svolgendo attività che richiedono una professionalità alta come i lavoratori dei call center. I sindacati chiedono un aumento dell’8,30% – oltre 2 punti in più dei bancari – che per il livello medio di riferimento (quarto livello, settima classe) significherebbe un aumento di 181 euro mensili, a regime, pari a 2.545 euro annui lordi.
A partire da questa settimana la piattaforma – di cui anticipiamo i contenuti – verrà sottoposta alle assemblee dei lavoratori e a fine novembre i sindacati (Fiba, Fisac, Fna, Snfia e Uilca) la presenteranno alle imprese che in questi mesi non hanno perso occasione per lanciare messaggi sui temi su cui vorrebbero lavorare, dall’orario di lavoro, alla fungibilità, alla flessibilità, agli automatismi, come gli scatti di anzianità, da rivedere. La piattaforma ha quattro punti fondamentali: area contrattuale, occupazione, welfare e parte economica. Ognuno ha un obiettivo specifico. Per l’area contrattuale è il rafforzamento per evitare che ci siano attività che sfuggono all’applicazione del contratto attraverso le esternalizzazioni e per riportare nel perimetro le attività proprie del ciclo produttivo come per esempio i lavoratori disciplinati dal contratto Aisa e i produttori di Alleanza assicurazioni. Per l’occupazione gli obiettivi che si vogliono raggiungere sono due: da un lato la salvaguardia dell’occupazione ripristinando l’operatività del fondo liquidazioni coatte amministrative che consente di gestire criticità amministrative e lo sviluppo della buona occupazione, attraverso il riconoscimento normativo ed economico dei call center che sono diventati vere e proprie aree professionali. Per quanto poi riguarda il welfare l’obiettivo è chiedere più attenzione per il work life balance, dato che il contratto Ania si è sempre caratterizzato per un buon livello di responsabilità sociale. Infine la parte economica: «L’aumento dell’8,30% – spiega Esposito – è dato dal recupero dell’inflazione per gli anni 2011, 2012, 2013 che è stato stimato in un 1,17%. Poi c’è l’inflazione prevista per 2014, 2015, 2016 che è stata stimata in un 5,67%. Infine è stato stimato un 2,3% di andamento di settore». Nonostante si stia vivendo una situazione di crisi del paese il comparto assicurativo è in controtendenza, al punto che in agosto Fitch ha modificato l’outlook del comparto assicurativo da negativo a stabile. Gli indicatori positivi per i sindacati sono tali da giustificare la cifra. «È una richiesta importante – conviene Renato Pellegrini, segretario nazionale della Uilca –, ma coerente con l’andamento del settore e con le difficoltà del ceto medio che rappresentiamo».
La piattaforma, molto snella, conta appena otto pagine e se per la parte economica si riallaccia al 2011, per quella normativa va indietro fino al 2007. Esposito parla della necessità di «un contratto Ania capace di governare l’intera filiera». Roberto Garibotti, segretario nazionale della Fiba Cisl, ricorda che «lo scorso rinnovo ha riguardato solo la parte economica, mentre la parte normativa è ferma al 2007. In questi sette anni le aziende sono cambiate e quindi si è cercato di dare risposte alla nuova situazione che si è creata. Per esempio ci siamo resi conto che l’area contrattuale non tiene più» e che si rende necessaria quella che Pellegrini chiama «una blindatura dell’area contrattuale». Certamente, dice Garibotti «siamo aperti a una discussione a 360°, non ci sottrarremo di fronte a nessun tema e piuttosto che iniziare battaglie sugli orari su cui in molti gruppi abbiamo fatto accordi pilota innovativi, con questo rinnovo dobbiamo cercare di portare a casa posti di lavoro per i giovani, visto che gli indicatori sono positivi».

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