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Agricole Italia, opa sul Creval

Crédit Agricole punta ancora una volta sull’Italia. L’istituto, dopo la storica acquisizione di Cariparma e quella più recente delle tre casse di risparmio di Rimini, Cesena e San Miniato, promuove un’opa volontaria con corrispettivo in denaro sulla totalità delle azioni Creval, di cui è già azionista al 15%. L’operazione produrrà sinergie per 150 milioni di euro e aumenterà la quota in Italia, dove l’Agricole diventerà la quarta o quinta realtà.

«Si tratta di un’operazione che consideriamo amichevole ed è un segnale della fiducia che il gruppo ha verso il paese. Lanceremo un aumento di capitale di Crédit Agricole Italia per mantenere i ratio patrimoniali su livelli adeguati, non è possibile definire l’ammontare oggi», ha affermato l’a.d. Giampiero Maioli, aggiungendo che l’operazione sarà proposta a tutti gli azionisti di Agricole Italia, ma la casa madre francese è pronta a garantire l’intero aumento di capitale. Dalla banca spiegano che, una volta ottenuto il risultato dell’operazione, si potrà definire l’ammontare. L’aumento sarà offerto a tutti i soci, tra cui le fondazioni che hanno il 14,9%, ma in ogni caso la capogruppo «è pronta a sottoscrivere l’intera operazione se le fondazioni non volessero seguirlo».

Il corrispettivo dell’offerta interamente in denaro è pari a 10,50 euro per ogni azione dell’istituto valtellinese guidato dall’a.d. Luigi Lovaglio. Il prezzo equivale a un investimento totale di 737 milioni da parte di Crédit Agricole Italia per arrivare a detenere il 100% delle azioni Creval. Il corrispettivo incorpora i premi rispetto alla media aritmetica, ponderata per i volumi giornalieri scambiati, dei prezzi ufficiali delle azioni: un premio del 21,4% rispetto al 20 novembre e del 42% rispetto al Vwap per azione degli ultimi tre mesi. Per gli azionisti di Agricole Italia è stimato un Return on investment superiore al 10% in tre anni. «Il prezzo di 10,50 euro credo sia un giusto equilibrio fra gli interessi degli azionisti del Crédit Agricole e della banca valtellinese, è un prezzo attraente per i soci del Credito valtellinese», ha affermato Jerome Grivet, vicedirettore generale e direttore finanziario della Banque Verte.

Maioli ha quindi sottolineato la valenza industriale del progetto: «Con Creval ci attendiamo sinergie per 150 milioni di euro e una riduzione sensibile del costo del funding. Il tema del derisking è molto importante in questo senso: puntiamo a un profilo di rischio basso e a ratio competitivi a livello Ue, utili per prevenire gli effetti post Covid a cui le banche si stanno preparando». L’operazione è considerata amichevole dal management del gruppo cooperativo: «Si tratta di un’operazione Italia su Italia, totalmente cash, che non prevede contropartite in azioni. Abbiamo informato ieri sera (domenica, ndr) il management e il presidente di Creval e inviato questa mattina una lettera al board per informarli dell’operazione. Abbiamo una collaborazione avviata con Creval nella bancassurance più di due anni fa con un orizzonte temporale a 15 anni. Tale accordo ha dato risultati positivi, ma volevamo sviluppare altre sinergie. Siamo entrati quindi nel capitale con una quota del 5% per poi arrotondare tale partecipazione al 9,9% e negli ultimi giorni abbiamo definito un accordo per il pacchetto di azioni detenute da Algebris. Oggi siamo sopra il 15%».

L’Agricole si ritiene sereno sul fronte delle autorizzazioni regolamentari. «Sul fronte Antitrust», ha aggiunto Maioli, «non rileviamo quote di mercato che possano essere oggetto di cessioni anche per una ragione storica: in Lombardia eravamo un po più deboli. Abbiamo comunicato a tutte le autorità l’operazione, che consideriamo amichevole ed è in grado di creare valore». Una precisazione sui tempi dell’integrazione è arrivata nel corso di un’intervista con l’emittente Class Cnbc: «Da qui al 2022 vogliamo diventare una banca unica: metteremo a fattor comune investimenti tecnologici e informatici, avremo un netto vantaggio sul costo del funding, attueremo un altro sensibile derisking per presentarci al 2023 con un livello di rischio tra i più bassi in Italia e tra i più competitivi a livello Ue».

A piazza Affari il titolo Creval ha spiccato il volo, chiudendo in progresso del 23,73% a 10,76 euro e portandosi sopra il prezzo dell’opa

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