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Agli italiani non piace il rischio, ma la parola polizza è un mistero

Alzi la mano chi sa bene che cosa significano i termini «franchigia», «massimale», «premio» in un contratto assicurativo. Solo un italiano su tre lo sa bene, certifica l’Ivass nel primo rapporto su «conoscenza e comportamento assicurativo degli italiani», il primo realizzato al mondo a livello di nazione. Eppure quasi sette italiani su dieci (il 68,7% del campione di 2.053 persone) pensano di poter fare a meno di un assicuratore che li consigli nella scelta delle polizze e anche sull’opportunità o meno di sottoscriverne una, e non si affida a «fonti informative esterne».

In generale gli italiani mostrano un eccesso di fiducia nella proprie conoscenze ma ad essa corrisponde un comportamento slegato dalla percezione del rischio. Se oltre il 76,7% degli italiani ritiene che la salute sia da tutelare, solo il 10,6% si assicura contro malattie e solo il 20,2% contro gli infortuni, come se questi eventi negativi dovessero succedere sempre «agli altri» e non a noi: gli esperti lo chiamano «bias dell’ottimismo».

La ricerca, di cui è stato responsabile scientifico il professore di scienze comportamentali ed economia cognitiva Riccardo Viale, è stata elaborata dall’università Milano-Bicocca e Doxa in collaborazione con la Herbert Simon Society, e analizza cinque campi del rapporto dei cittadini con le assicurazioni: conoscenza, fiducia verso compagnie e intermediari, avversione al rischio, logica assicurativa ed efficacia della comunicazione. La conoscenza degli strumenti assicurativi di base è il campo che ha ottenuto il punteggio più basso: 30,4 su un indice di 100. L’indice generale è di 54 su 100, inferiore alla sufficienza, stimata in 60 punti. Per metà degli italiani le polizze assicurative offerte dalle compagnie assicurative si caratterizzano per «scarsa comprensibilità, opacità e complessità». Il 50% ritiene poco comprensibili o opachi i documenti delle polizze. Il livello di conoscenza è migliore negli uomini che nelle donne e al Nord rispetto al Sud e alle Isole, nelle città medie rispetto alle grandi o ai piccoli centri urbani.

La salute

Il 76,7% teme per la salute ma solo il 10,6% si assicura per malattie e il 20,2% per infortuni

Per il presidente dell’Ivass e dg della Banca d’Italia, Luigi Federico Signorini, «l’eccesso di fiducia nelle proprie capacità può indurre l’assicurato a scelte tendenzialmente poco efficaci ed efficienti. Vi è in sostanza una errata percezione del proprio livello di alfabetizzazione assicurativa».

L’informazione finanziaria nel campo assicurativo si conferma quindi sempre più necessaria e importante da approfondire da parte dei cittadini per avere prodotti efficienti. Anche perché — ha spiegato Signorini — «non serve che siano prescritte spiegazioni scrupolose e dettagliate, magari fin troppo dettagliate, se poi chi le riceve non ha gli strumenti per utilizzarle davvero. Accrescere le conoscenze del consumatore è necessario per rendere davvero efficaci le norme sulla trasparenza dei contratti».

Eccesso di fiducia

Signorini: «Percezione errata del livello di alfabetizzazione assicurativa»

L’insoddisfazione per la comprensione delle polizze emerge soprattutto dagli intervistati con alta scolarizzazione. La scarsa comprensibilità risulta tra le principali cause di mancata sottoscrizione della polizza (50%), subito dopo il costo (67,5%); seguono la sfiducia nei confronti delle assicurazioni (42,4%) e da esperienze negative pregresse (28,7%). «Il linguaggio assicurativo è complicato anche per la complicazione di leggi e regolamenti», commenta Dario Focarelli, dg dell’Ania, l’associazione delle compagnie italiane. «Ci dicono di fare le cose semplici (con i dati essenziali di polizza, ndr) ma la paginetta esiste già e se le persone non se ne accorgono o non sono soddisfatte dovremo interrogarci, tutti, su come fare meglio».

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