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Agli arabi di Investcorp il 51% di Corneliani

Non capita spesso di sentir spiegare con tanta franchezza e trasparenza le ragioni della cessione di un’azienda da parte del fondatore. È successo ieri ascoltando Carlalberto Corneliani, che nel 1958 aveva dato vita insieme al fratello Claudio, morto qualche anno fa, all’omonimo marchio di abbigliamento maschile di fascia alta, al 100% made in Italy. Anzi, «al 100% made in Mantova», come ha precisato Cristiano Corneliani, uno dei figli di Claudio.
L’operazione era nell’aria da qualche tempo (si veda l’anticipazione sul Sole 24 Ore del 16 giugno), ma ieri a Milano la famiglia al gran completo ha fornito i dettagli dell’accordo. Carlalberto ha ceduto il suo 50% a Investcorp, fondo di private equity del Bahrein che gestisce asset per 10,7 miliardi di dollari (dato aggiornato al 31 dicembre 2015). Corrado e Cristiano, figli del fratello Claudio, e Stefano, figlio di Claudio, hanno venduto «qualcosa più dell’1%», in modo da dare al fondo una maggioranza e – ha detto il co-fondatore – con essa la capacità di prendere le decisioni migliori per il futuro dell’azienda.
«Ho compiuto 40 anni ormai 45 anni fa – ha scherzato Carlalberto –. Esco dall’azienda che ho creato e amato per dare al marchio e a tutte le persone che ci lavorano (circa 1.100, 650 delle quali in Italia, ndr) un solido futuro. I passaggi generazionali sono delicati per definizione e possono esserci divergenze di visione. In Corneliani stava succedendo proprio questo e la mia priorità è diventata evitare pericolose divisioni e contrasti famigliari».
Corneliani ha chiuso il 2015 con un fatturato di 110 milioni ed è uno dei pochi marchi italiani di medie dimensioni rimasto fino a oggi indipendente e specializzato in abbigliamento maschile di lusso, con un export superiore al 70%. Presente in 68 Paesi con 10 negozi a gestione diretta, 75 in franchising, 50 shop-in-shop e un network wholesale di 850 multimarca, Corneliani «è un’azienda sana, con una posizione finanziaria netta positiva e ottime prospettive di sviluppo in tutto il mondo», ha precisato Carlalberto, confidando in un imminente aumento di capitale da parte di Investcorp, che «potrebbe essere di 20 milioni».
Hazem Ben-Gacem, numero uno in Europa del fondo del Bahrein, non ha confermato questa cifra, però ne ha fatte altre: «L’enterprise value che abbiamo dato a Corneliani è di 100 milioni di dollari, entro cinque-sei anni vorremmo arrivare a 200 milioni di euro di ricavi, potenziando in particolare la distribuzione negli Stati Uniti. Solo quando avremo raggiunto questo obiettivo potremo ragionare su un’Ipo».
Investcorp annuncerà a breve il nome del nuovo ceo, ma i fratelli Corrado e Cristiano resteranno in azienda con ruoli manageriali. «Siamo fortunati e onorati di dare a Corneliani l’opportunità di fare un salto dimensionale – ha aggiunto Ben-Gacem –. L’azienda opera in uno dei segmenti del mercato del lusso, la sartoria maschile, che a livello globale sta crescendo di più –. Pensiamo che tra i suoi asset più importanti, accanto al know how produttivo, ci sia il made in Italy inteso come Dna stilistico, oltre che manifatturiero».
Insieme al Nord America, lo sviluppo passerà dall’Asia e dal Medio Oriente, senza dimenticare l’Europa.

Giulia Crivelli

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