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Agevolazioni fiscali alle reti «contrattuali»

Nuova linfa ai contratti di rete che, a partire dal 2014, potrebbero ritrovare il beneficio degli incentivi fiscali, scaduto nel 2013. Infatti, nel Documento di economia e finanza (Def) 2014 si prevede dal prossimo anno una disponibilità di spesa di 200 milioni per rifinanziare il fondo per il regime agevolato delle reti d’impresa. Con la possibilità, inoltre, di alzare il plafond accantonabile per azienda per anno da uno a due milioni di euro. Si tratta di un punto di grande rilievo per il sostegno allo sviluppo dell’impresa e a quelle aggregazioni che sono di fondamentale importanza per sostenere la crescita sui mercati esteri, di fatto un’ancora di salvataggio per la gran parte delle imprese italiane.
Il Def prevede inoltre la semplificazione dell’adempimento relativo alla presentazione del bilancio di rete, semplificazione che, secondo RetImpresa – l’Agenzia di Confindustria per le reti di impresa – si rende necessaria per chiarire definitivamente che le reti meramente contrattuali (prive quindi di soggettività giuridica) non sono tenute alla redazione e presentazione del bilancio. Per poter usufruire del beneficio fiscale previsto dal Def è importante tener presente la questione della soggettività giuridica del contratto e degli effetti che essa comporta, in particolare, sul fronte delle agevolazioni fiscali.
Infatti, la Commissione europea con la decisione C (2010) 8939 ha stabilito i criteri per la compatibilità dell’agevolazione fiscale prevista dalla legge 122/2010 con il mercato interno. Tra le motivazioni, al punto 30, c’è anche l’assenza della personalità giuridica; ragion per cui la presenza di personalità giuridica configurerebbe la possibilità che le agevolazioni fiscali ex Dl 78/2010 fossero considerate aiuti di Stato.
A tal proposito si è espressa anche l’agenzia delle Entrate (circolare n. 20/E del 18 giugno 2013), specificando che le reti dotate di soggettività giuridica sono soggette all’imposta sul reddito di cui all’articolo 73 comma 2 del Tuir e quindi sono soggetti passivi ai fini Irap. Per quanto riguarda l’Iva, le reti-soggetto rientrano tra i soggetti nei cui confronti ricorre il presupposto soggettivo di cui all’articolo 4 Dpr 633/1972; inoltre le reti-soggetto sono obbligate alla tenuta delle scritture contabili ed il conferimento al fondo patrimoniale, da parte delle imprese retiste, deve esser trattata quale “partecipazione” alla rete e rileverà sia contabilmente che fiscalmente, al pari dei conferimenti in società. Ne consegue che solo le reti di natura meramente contrattuale potranno accedere all’agevolazione fiscale prevista dal Def.
«La possibilità di dotare la rete di soggettività giuridica – spiegano da RetImpresa di Confindustria – non aggiunge nulla di nuovo rispetto a quanto già era possibile fare in precedenza con la trasformazione del contratto di rete in società oppure con la diretta costituzione di enti giuridici (come società, consorzi, e associazioni) mentre preclude con certezza la possibilità di agevolazioni fiscali». RetImpresa aggiunge inoltre: «Non consigliamo ai nostri associati di far acquisire al contratto di rete soggettività giuridica in quanto la norma di riferimento è al momento totalmente lacunosa per tutti i profili civilistici, esponendo gli imprenditori che intendessero seguire questa strada a una pericolosa situazione di incertezza normativa. Consigliamo invece la strada tradizionale di reti meramente contrattuali». Del resto, il legislatore ha chiarito (Dl 179/2012) che “il contratto di rete che prevede l’organo comune e il fondo patrimoniale non è dotato di soggettività giuridica, salva la facoltà di acquisto della stessa ai sensi del comma 4-quater ultima parte”; quindi, il contratto di rete, in quanto tale, non è dotato di default di soggettività giuridica, con ciò risolvendo l’incertezza normativa creata con la legge n. 134/2012. La stessa puntualizzazione è stata ribadita anche dall’agenzia delle Entrate con la circolare n. 20/E del 18 giugno 2013.

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