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Agevolazioni a perimetro ampio

Anche i beni acquisiti in leasing, o costruiti tramite contratto d’appalto o in economia rilevano ai fini della determinazione del credito d’imposta di cui all’art. 18 del dl 91/2014. L’art. 18 del dl 91/2014, come noto, ha introdotto la possibilità di fruire di un credito d’imposta del 15% a fronte dell’acquisto di beni nuovi, rientranti nella divisione 28 della Tabella Ateco 2007, nel periodo 25 giugno 2014 – 30 giugno 2015, in eccedenza rispetto agli acquisti di beni nuovi rientranti nella medesima divisione avvenuti nei cinque periodi d’imposta precedenti (sono in ogni caso esclusi gli investimenti di beni di importo non superiore a 10 mila euro). In ordine alle modalità di acquisizione dei beni, nonostante la norma non contenga specifiche indicazioni in tal senso, si ritengono applicabili i chiarimenti a suo tempo forniti dall’Agenzia delle entrate con la circ. 44/E/2009 a commento dell’agevolazione Tremonti-ter (art. 5 del dl n. 78/2009). Nel caso di acquisto diretto del bene non sussistono particolari problemi poiché il costo sostenuto è agevolabile nel periodo di competenza, determinato a norma dell’art. 109 del Tuir, corrispondente al momento della consegna o spedizione dei beni ovvero, se diversa e successiva, alla data in cui si verifica l’effetto traslativo o costitutivo della proprietà o di altro diritto reale. Non rileva l’entrata in funzione del bene, poiché tale requisito è richiesto per la deduzione dell’ammortamento, ma non anche per l’accesso all’agevolazione in questione.

Nell’ipotesi di acquisto dei beni tramite contratto di leasing, mutuando i chiarimenti contenuti nella circ. n. 44/E/2009, è possibile accedere all’agevolazione con riferimento al periodo d’imposta in cui il bene è consegnato dal concedente all’utilizzatore, al pari di quanto già previsto per gli acquisti diretti. Laddove sia prevista la clausola di prova a favore del locatario, ai fini dell’accesso all’agevolazione assume rilievo la dichiarazione di esito positivo del collaudo da parte del locatario stesso. Il quantum agevolabile è pari al costo sostenuto dal concedente (senza quindi tener conto del prezzo di riscatto), e l’agevolazione spetta anche se il bene è successivamente «ceduto» a fronte di un contratto di lease back, poiché tale accordo ha finalità di finanziamento e non determina lo spossessamento del bene in capo al conduttore (ex proprietario) del bene.

Per gli appalti relativi alla costruzione di beni agevolabili con credito d’imposta del 15% rilevano gli stati di avanzamento lavori liquidati e accettati dal committente entro la fine del periodo di applicazione dell’agevolazione (30 giugno 2015). In analogia con quanto già previsto in passato dall’agevolazione «Tremonti-ter» di cui al dl n. 78/2009, anche per la disposizione in esame nella nozione di «acquisto» rientra non solo quello diretto del bene «finito» presso un fornitore terzo, ma anche l’acquisizione del bene tramite contratto di appalto o costruzione in economia. Tale impostazione è stata a suo tempo confermata anche dall’Agenzia delle entrate con la circ. n. 44/E/2009 che, a commento della predetta agevolazione «Tremonti-ter» aveva fornito preziose indicazioni sulla quantificazione e competenza degli investimenti effettuati tramite contratti d’appalto o con costruzione in economia.

Nella prima ipotesi, trattandosi di una prestazione di servizi, la competenza è disciplinata dall’art. 109 del Tuir, secondo cui è necessario aver riguardo in linea generale alla data di ultimazione della prestazione, normalmente coincidente con la consegna dell’opera realizzata per effetto del contratto d’appalto. Tuttavia, per evitare il differimento dell’agevolazione alla data di ultimazione dell’opera, la circ. n. 44/E/2009 precisa che se il contratto (ovvero l’integrazione del contratto originario) prevede la liquidazione degli stati di avanzamento lavori (Sal), sono agevolabili i corrispettivi liquidati in base ai predetti Sal. Sul punto, l’Agenzia evidenzia che l’agevolazione è riconosciuta nella misura in cui gli stati di avanzamento siano liquidati in via definitiva, in quanto accettati dal committente in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 1666 c.c. nel periodo di vigenza dell’agevolazione. Ne consegue che, a prescindere dall’aspetto finanziario:

– sono agevolabili nel periodo d’imposta 2014, i corrispettivi derivanti dai Sal liquidati e accettati nel periodo dal 25 giugno 2014 al 31 dicembre 2014;

– sono agevolabili nel periodo d’imposta 2015, i corrispettivi derivanti dai Sal liquidati e accettati nel periodo dal 1° gennaio 2015 al 30 giugno 2015.

Per quanto riguarda invece i beni realizzati in economia, anche in tale ambito sono mutuabili i chiarimenti contenuti nella citata circ. n. 44/E/2009, secondo cui rilevano per la determinazione del credito d’imposta del 15% i costi imputabili (per competenza) all’investimento nel periodo 25 giugno 2014 – 30 giugno 2015 per la progettazione dell’investimento, per l’acquisto o prelievo di materie dal magazzino, per la manodopera, per gli ammortamenti dei beni impiegati per la costruzione, nonché per i costi industriali (stipendi dei tecnici, energia elettrica, manutenzioni, forza motrice ecc.). E appena il caso di ricordare che le medesime regole si rendono applicabili in relazione al calcolo degli investimenti medi dei cinque periodi d’imposta precedenti.

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