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Agenzie, professionisti a tempo

Le agenzia fiscali si preparano all’arrivo dell’esperto a tempo, carica organizzativa non dirigenziale temporanea e soggetta a valutazione. La creazione della figura professionale è una delle proposte al vaglio delle commissioni parlamentari, che si trovano a discutere sul riordino delle agenzie fiscali e sulle misure che dovranno essere attuate a taglio dei dirigenti avvenuto.

Camera e Senato depositeranno in tempi brevi i pareri definitivi sull’atto di Governo 181 e sugli altri quattro decreti attuativi della delega fiscale, ora in sede consultiva.

Più risorse, meno personale. Il decreto sul riordino delle agenzie fiscali – già oggetto di dibattito – prevede un taglio delle figure dirigenziali che porterà a 1 su 40 il rapporto tra personale dirigenziale di livello non generale e personale non dirigente, attualmente a quota 1 su 44. Questo, oltre a un effettivo risparmio in termini di risorse, potrebbe tuttavia recare problemi a causa del depotenziamento del personale. In tal senso, come anticipato ieri dalla senatrice, nonché relatrice, Maria Cecilia Guerra a ItaliaOggi, l’obiettivo sarà dunque quello di «intervenire proponendo un rafforzamento e una valorizzazione delle figure interne alle agenzie», che permetta di impiegare competenze specifiche a costi minori. Una soluzione che si innesta nel quadro post sentenza della corte costituzionale di marzo 2015 che ha dichiarato illegittimi gli incarichi dirigenziali a tempo conferiti a funzionari, accelerando in tal modo il processo di revisione delle agenzie fiscali.

Oggetto del parere. Se il taglio del personale dirigenziale è un punto già previsto dal decreto in esame, quel che il testo non prevede è la possibilità di rafforzare le figure interne all’agenzia, che colmino i buchi lasciati dal taglio. In altre parole, assegnare ruoli temporanei non dirigenziali di competenza specifica, che si adattino ai cambiamenti fiscali, giuridici e societari del periodo. Esempi di competenze specifiche potrebbero essere quelle relative all’utilizzo delle banche dati o alla valutazione degli interpelli. Con una struttura premiale che valuta l’operato della professionalità, precisa la senatrice, «si darebbe un nuovo stimolo al miglioramento delle risorse interne».

Riorganizzazione. Relativamente alla seconda area di competenza dell’atto 181, viene confermato il modello agenziale di separazione, spesse volte contestato, con un focus diretto che si pone sul contrasto all’evasione fiscale e al miglioramento dell’adempimento spontaneo; questo porterebbe il contrasto all’evasione da un’azione attualmente di carattere repressivo ad una collaborazione volontaria del contribuente. Per far sì che tali misure vadano a buon fine, ricorda Maria Cecilia Guerra, «è necessario che si agisca in modo parallelo» a livello di legge delega, specie in relazione al decreto 182 sul monitoraggio dell’evasione: per ottimizzare l’operato delle istituzioni, le metodologie utilizzate per stimare e contrastare gli illeciti fiscali dovranno essere compatibili tra loro, così da fornire al Parlamento una comunicazione coerente.

 

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