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Agenda fiscale riscritta a tappe. Ingorgo a fine giugno

I contribuenti dovranno onorare anche gli importi della riscossione congelati
Le prime e le nuove proroghe, a seguito dell’emergenza da Covid- 19, cosiddetto coronavirus, moltiplicano le scadenze dei versamenti di maggio e giugno. Alla fitta agenda delle nuove scadenze si aggiunge, tra l’altro, anche quella probabilmente più impegnativa dell’anno, in scadenza il 30 giugno 2020, e cioè il versamento a saldo delle imposte e dei contributi dovuti per il 2019 ed il primo acconto per il 2020, in relazione ai modelli Redditi e Irap 2020.

Il Dl 23/2020, pubblicato sulla «Gazzetta ufficiale» n. 94 dell’8 aprile, prevede nuovi differimenti per i versamenti dei contribuenti Iva, in scadenza nei mesi di aprile e maggio 2020, e altre agevolazioni in tema di non applicazione delle ritenute d’acconto sui ricavi o compensi percepiti dal 17 marzo al 31 maggio 2020, da parte dei professionisti o imprenditori con incassi non superiori a 400mila euro nel 2019. La mini-proroga di 4 giorni, dal 16 marzo al 20 marzo si “allunga” fino al 16 aprile: i versamenti nei confronti delle pubbliche amministrazioni, inclusi quelli relativi ai contributi previdenziali ed assistenziali ed ai premi per l’assicurazione obbligatoria, in scadenza il 16 marzo 2020, sono considerati tempestivi se effettuati entro il 16 aprile 2020.

A maggio e giugno ci saranno diversi versamenti in scadenza negli stessi giorni, con il rischio che molti contribuenti avranno difficoltà ad onorare. Ad esempio, i versamenti in scadenza nei mesi di marzo, aprile e maggio, si dovranno eseguire in unica soluzione entro il 1° giugno 2020, o a rate fino a cinque rate mensili di pari importo, a decorrere dalla stessa data. L’ingorgo delle scadenze riguarda anche i pagamenti, in scadenza nel periodo dall’8 marzo 2020 al 31 maggio 2020, derivanti da cartelle emesse dagli agenti della riscossione, ed i pagamenti dovuti a seguito di accertamenti esecutivi delle Entrate, avvisi di addebito dell’Inps, atti di accertamento emessi dall’agenzia delle Dogane e atti di accertamento esecutivi emessi dagli enti locali. In questo caso, è chiesto il pagamento in unica soluzione entro il 30 giugno 2020.

Un altro problema riguarda le rate della rottamazione ter, in scadenza ordinaria al 28 febbraio 2020, che si “spostano” al 1° giugno 2020, sovrapponendosi alle altre rate della rottamazione in agenda lo stesso giorno. Al riguardo, è indispensabile che il Governo ponga rimedio alla norma che prevede la decadenza dalla rottamazione o dal saldo e stralcio se non si pagano interamente e tempestivamente le somme previste. La norma andrebbe cambiata per consentire il ravvedimento, in caso di pagamenti tardivi, con la riduzione della sanzione del 30% sulle rate non pagate, con l’aggiunta degli interessi legali, così come avviene, ad esempio, per tardivi od omessi versamenti delle rate successive alla prima per la chiusura delle liti pendenti.

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