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Agenda fiscale da riscrivere

I commercialisti chiedono «il tempo di lavorare», ossia una soluzione che metta fine al «clima di incertezza assoluta per i contribuenti e per tutti i professionisti che li assistono nei rapporti con il Fisco». Lo fanno con una mozione approvata ieri all’unanimità dall’assemblea dei presidenti dei dottori commercialisti e degli esperti contabili. Nella mozione si chiede al Governo e al Parlamento l’emanazione di un «provvedimento normativo che consenta di superare definitivamente questa interminabile stagione di ritardi nel rilascio da parte delle istituzioni preposte della modulistica e dei software necessari, nonché di conseguenti proroghe più o meno tempestive e comunque negative per la credibilità stessa del sistema».

La richiesta di «tempi certi» non è una novità per i commercialisti: la proposta era infatti già stata avanzata negli scorsi anni dal Consiglio nazionale dei dottori commercialisti e degli esperti contabili.

Nella mozione i commercialisti parlano di «esasperazione» e minacciano eventuali iniziative di protesta «anche clamorose», come la sospensione del servizio alla clientela.

«Non è possibile lavorare con le proroghe che arrivano all’ultimo secondo – spiega il presidente dei commercialisti Claudio Siciliotti –, come è sempre successo». L’ultimo caso in ordine di tempo è datato giugno 2012, quando tutti parlavano della proroga per i versamenti del saldo 2011 e primo acconto 2012 delle imposte sul reddito, ma lo slittamento ufficiale della scadenza arrivò solo il 6 giugno, a dodici giorni dal termine prefissato.

«Non si può pensare – sottolinea Siciliotti – che i disservizi della pubblica amministrazione ricadano sui professionisti, sottoposti a uno stress continuo. Abbiamo bisogno del tempo per svolgere il nostro lavoro ed è questo che abbiamo chiesto al Governo e al Parlamento con la nostra mozione».

Secondo Siciliotti «bisogna passare da un sistema di scadenze fisse solo nella forma a un impianto che renda fisso il tempo che intercorre tra la data ultima di rilascio di tutti gli strumenti applicativi e interpretativi e la data dell’adempimento».

L’assemblea di ieri è stata l’occasione per fare un bilancio preconsuntivo del mandato del presidente Siciliotti e per presentare i risultati di una indagine condotta dal Cndcec e dall’Istituto di ricerca dei dottori commercialisti ed esperti contabili. Il sondaggio serviva a valutare la priorità dei 13 servizi Cup (centro unitario di prenotazione) per i quali l’agenzia delle Entrate ha previsto un accesso riservato e quindi più rapido.

In una settimana sono stati raccolti circa 10mila questionari, dai quali emerge la massima priorità che i commercialisti danno al servizio «Cartelle di pagamento, comunicazioni di irregolarità o preavvisi telematici». L’84% dei partecipanti all’indagine ha infatti ritenuto che questo servizio fosse prioritario. L’oscillazione regionale dei voti che i commercialisti hanno dato a questa attività è di 16 punti percentuali: si va dal 95% del Molise al 79% del Veneto.

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