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Agcom: sulle bollette multe ai big

Potrebbe costare fino a 1,160 milioni (secondo la legge Concorrenza che ha sostanzialmente raddoppiato la sanzione) la contestazione mossa da Agcom a Tim, Vodafone, Wind Tre e Fastweb per la loro decisione di continuare a far pagare le proprie “bollette” sul fisso ogni 28 giorni.
Occorrerà comunque attendere circa 150 giorni per capire come finirà la contesa fra l’Authority e le compagnie telefoniche, con Asstel-Assotelecomunicazioni, l’associazione delle telco, che si è fatta parte attiva nel sostenere le ragioni dei propri associati. Di certo l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni ha avviato un iter che va dritto verso la sanzione nei confronti degli operatori sulla base dell’articolo 98 comma 16 del Codice delle comunicazioni elettroniche.
Agcom ha così deciso – relatore il commissario Francesco Posteraro – di avviare un “procedimento sanzionatorio” nei confronti delle 4 telco contestando loro di continuare a proporre offerte non più permesse. Un divieto stabilito dalla delibera 121/17/CONS di marzo con la quale Agcom ha stabilito che la fatturazione a 28 giorni può esserci solo per le offerte mobili pure. Per quelle nel fisso e per le ibride la tariffazione ai clienti deve invece essere mensile.
Questione di trasparenza in cui i consumatori possono finire per essere penalizzati, secondo Agcom. E così la delibera di marzo dava 90 giorni per adeguarsi, passati invano. La decisione delle compagnie è stata forse presa anche nell’attesa di conoscere quale sarà la determinazione del Tar, cui tutte si sono rivolte impugnando la delibera. Decisione del tribunale amministrativo a febbraio.
Da qui la presa di posizione dell’Autorità, salutata con soddisfazione dalle associazioni dei consumatori sul piede di guerra in particolare dopo la decisione estiva di Sky di passare alla fatturazione a 28 giorni per i suoi servizi di pay tv. Va detto che Sky non rientra in questo procedimento e che la media company di Murdoch ha ribadito in più occasioni la trasparenza della sua operazione, con la segnalazione nero su bianco agli abbonati che ci sarà un aumento dell’8,6% e dando la possibilità di recesso gratuito fino al 30 settembre. Difficile però non leggere quantomeno un riferimento tacito nella parte del comunicato di Agcom dove si afferma che «Agcom sta valutando l’adozione di ulteriori iniziative», anche per evitare «un effetto di trascinamento verso altri settori, caratterizzati dalle stesse modalità di fruizione di servizi».
Di sicuro, il messaggio è chiaro anche per le utilities e potrebbe ora prendere la forma di segnalazioni al mondo politico dove, almeno a giudicare da dichiarazioni sparse qua e là, si ragiona su un possibile divieto tout court della fatturazione a 28 giorni, magari da inserire in legge di bilancio.
Si vedrà. Durissima intanto la nota di Asstel. «Imporre d’autorità pesanti condizionamenti alla libertà d’impresa non è solo un atto privo di fondamento giuridico, ma rischia anche di generare effetti negativi in un settore liberalizzato come quello delle Tlc, in cui la forte dinamica competitiva ha consentito di abbinare una crescente qualità dei servizi offerti alla convenienza economica», si legge in una lunga nota dell’associazione che ha ricordato la discesa dei prezzi nelle tlc «di oltre 14 punti percentuali» registrata «nel periodo 2012-2016», contestando poi ad Agcom di essere stata «costantemente informata delle intenzioni dei diversi operatori» quando nel 2016 hanno iniziato a introdurre la fatturazione a 28 giorni nel fisso. Dal canto suo, per Fastweb la decisione di Agcom di consentire la fatturazione 28 giorni solo per il mobile è un atto che «può determinare ulteriore confusione fra gli utenti oltre che un forte svantaggio per gli operatori fissi». Fastweb si dice quindi «pronta ad adottare» i criteri «purché adottati da tutte le categorie di operatori fissi e mobili».

Andrea Biondi

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