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Agcom, la bolletta a 28 giorni rimborsata entro fine anno con bonus o periodi omaggio

Gli utenti di telefonia fissa avranno rimborsi per la vicenda delle tariffe a 28 giorni, entro dicembre. Potranno avere giorni omaggio in fattura o bonus di valore equivalente. È così che Agcom (l’Autorità garante delle comunicazioni) intende chiudere una telenovela che si trascina ormai da oltre un anno. Le nuove disposizioni sui rimborsi sono contenute in una delibera che l’Autorità sta per pubblicare. Aveva già provato a imporre rimborsi agli operatori, che però si erano opposti.
Adesso l’Agcom pensa di aver trovato la quadra: da una parte dare rimborsi al più presto agli utenti; dall’altra, rendere tutto questo sostenibile per gli operatori. Il punto di partenza è che, secondo precedenti decisioni dell’Autorità, gli operatori hanno commesso un illecito. Hanno “rubato” giorni di canone agli utenti, dal 23 giugno 2017 finché non sono tornati a una tariffazione mensile. Dal 23 giugno dello scorso anno infatti, secondo una delibera Agcom, avrebbero dovuto già abbandonare le tariffazioni con addebiti ogni 28 giorni. Invece hanno aspettato – a seconda dei casi – fine marzo o inizio aprile 2018, ubbidendo a quanto chiesto dalla Legge di Bilancio 2018. Com’è noto, se l’addebito è ogni 28 giorni (invece che mensile) alla fine in un anno ci saranno tredici bollette da pagare invece che dodici. Un “ mese” fittizio in più che gli utenti hanno pagato. In altre parole – nota Agcom – abbiamo perso giorni di servizio, perché l’addebito è scattato prima della fine del mese. Ne abbiamo persi tre nei mesi con 31 giorni e due in quelli da 30.
Questi giorni vanno restituiti: Agcom l’aveva già stabilito a marzo, ma la formula che aveva ideato è risultata sgradita agli operatori. In precedenza aveva invece stabilito che il rimborso fosse in termini economici, ma contro questa misura gli operatori si sono rivolti al Tar del Lazio ( udienza prevista a novembre; il Tar ha per ora sospeso in via cautelativa quel tipo di rimborso). La nuova delibera in arrivo va incontro agli operatori e prova a chiudere la lunga partita. In due modi. Offre loro la possibilità di restituire i giorni entro dicembre 2018 ( invece che subito) e di trovare anche “ soluzioni alternative” (da concordare con Agcom). Come bonus e servizi vari gratis sulla rete.
L’Autorità si dice consapevole del fatto che questi rimborsi siano gravosi; ma nota che sono a fronte di un profitto illecito conseguito dagli operatori e che non si può temporeggiare ancora. Questi rimpalli stanno danneggiando il mercato, nota ancora Agcom: gli utenti, in attesa dei rimborsi, sono scoraggiati dal cambiare operatore ( per paura di perderli) e ciò frena la libera concorrenza.Il tutto avviene all’interno di una guerra più grande, che Agcom, Antitrust e associazioni consumatori stanno combattendo. Gli operatori infatti dopo essere stati costretti a tornare alla tariffa mensile hanno provato a fare aumenti di massa ( per recuperare quella 13esima mensilità), ma l’Antitrust a marzo li ha bloccati. Hanno poi ridotto l’importo degli aumenti a tappeto. Possono però – per le norme del Codice del consumo – sempre farne altri, più mirati, su utenti che hanno vecchie tariffe. Ed è proprio quello che stanno facendo in questi giorni. Ecco perché alcune associazioni, come Adiconsum, stanno mirando a un altro obiettivo: cambiare il Codice del consumo per limitare il potere di rincaro- tariffe in mano agli operatori.

Alessandro longo

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