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Affrancamento, il tempo è tutto

L’aumento della tassazione sulle plusvalenze derivanti dalla cessione di partecipazioni non qualificate non impatta se il contribuente procede all’affrancamento di valore entro il prossimo 17 novembre in relazione a tutte le partecipazioni non qualificate possedute. Come noto, per effetto di quanto previsto dagli artt. 3 e 4 del dl n. 66/2014 (cd. «Decreto Renzi»), a decorrere dal 1° luglio 2014 la tassazione dei redditi di natura finanziaria (dividendi e plusvalenze) è passata, salvo qualche eccezione, dal 20 al 26%, comprendendo in tale ambito anche i redditi diversi di cui all’art. 67, comma 1, lett. da c-bis) a c-quinquies), del Tuir, vale a dire il «capital gain» derivante dalla cessione di partecipazioni non qualificate da parte di persone fisiche al di fuori dell’esercizio d’impresa. Si ricorda che sono non qualificate le partecipazioni che rappresentano una percentuale pari o inferiore al 20% dei diritti di voto esercitabili in assemblea ordinaria, ovvero al 25% del capitale o patrimonio sociale (2% in caso di partecipazioni quotate). Per quanto attiene alla decorrenza del descritto aumento, l’art. 6 dello stesso dl 66/2014 stabilisce che l’aliquota del 26% è applicabile a partire dai redditi diversi realizzati dal 1° luglio 2014. A tale proposito, la circ. 27/6/2014, n. 19/E, ha precisato che le plusvalenze si intendono realizzate alla data in cui si perfeziona la cessione della partecipazione e non nel momento in cui è incassato il corrispettivo, poiché tale ultimo momento è rilevante ai fini dell’individuazione del periodo d’imposta in cui avviene la tassazione della plusvalenza (trattandosi di un reddito diverso tassabile per cassa), e non anche per l’aliquota applicabile al predetto reddito. In base a tale precisazione:

– se la cessione della partecipazione è avvenuta a partire dal 1° luglio 2014, e in relazione alla stessa sono stati percepiti degli acconti antecedentemente a tale data, la plusvalenza è comunque soggetta all’aliquota del 26%;

– se la cessione della partecipazione è intervenuta entro il 30 giugno 2014, ma il corrispettivo è stato incassato in tutto o in parte successivamente, la plusvalenza è soggetta all’aliquota del 20%, ancorché il corrispettivo stesso sia stato percepito in un momento successivo.

Al fine di evitare che l’aumento della tassazione dal 20% al 26% colpisca anche la parte di reddito maturata fino al 30 giugno 2014, l’art. 3, commi da 15 a 18, del dl 66/2014 prevede la possibilità di affrancare il costo o il valore di acquisto delle partecipazioni possedute dal contribuente possedute alla predetta data del 30 giugno 2014. A seguito di tale affrancamento, per la determinazione della plusvalenza o minusvalenza realizzata a partire dal 1° luglio 2014 è possibile assumere il valore affrancato in luogo del costo di acquisto della partecipazione. Per procedere con l’affrancamento in questione, il contribuente deve:

– esercitare una specifica opzione;

– effettuare il versamento dell’imposta sostitutiva del 20% entro il 17 novembre 2014, sulla differenza tra il valore della partecipazione al 30 giugno 2014 e il costo fiscale della stessa (quasi fosse una sorta di cessione virtuale della partecipazione).

In relazione alle modalità di esercizio dell’opzione per l’affrancamento, oltre a ricordare che l’importo versato dovrà essere indicato nel quadro RT del modello Unico 2015, deve riguardare necessariamente tutte le partecipazioni non qualificate detenute dal contribuente (in regime dichiarativo) al 30 giugno 2014, comprese quelle che eventualmente sono già state oggetto di rivalutazione alla stessa data del 30 giugno 2014 ai sensi dell’art. 1, comma 156, della legge di Stabilità 2014 (con pagamento dell’imposta sostitutiva del 2% sull’intero valore risultante dalla perizia). Non è consentito un affrancamento parziale, e pertanto non è possibile affrancare una parte di partecipazione qualificata che, autonomamente considerata, rappresenta una partecipazione non qualificata. Per quanto riguarda il valore delle partecipazioni al 30 giugno 2014, da contrapporre al costo fiscale delle stesse per il calcolo della plusvalenza maturata e tassata al 20%, si devono applicare le regole già previste dal dm 13/12/2011 (emanato in occasione del precedente aumento del capital gain dal 12,5 al 20%), come confermato anche nella circ. n. 19/E/2014. Il citato decreto prevede, per quanto riguarda le partecipazioni in società non quotate (per quelle quotate si assume il valore di mercato al 30 giugno 2014), che il valore corrisponde alla frazione di patrimonio netto della società individuato alternativamente in base:

– all’ultimo bilancio approvato anteriormente al 30 giugno 2014 (e quindi normalmente il riferimento è al bilancio chiuso al 31 dicembre 2013);

– a una relazione giurata di stima redatta da un dottore commercialista o esperto contabile, da un revisore legale dei conti, ovvero da un perito iscritto alla Cciaa.

La circ. n. 19/E/2014 ha precisato che per la determinazione della base imponibile su cui applicare l’imposta sostitutiva del 20%, le plusvalenze devono essere considerate:

– in primo luogo, al netto del 62,5% delle minusvalenze realizzate prima del 1° gennaio 2012 e non ancora utilizzate in compensazione;

– in secondo luogo, al netto delle minusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2014, e non ancora utilizzate in compensazione;

– infine, al netto di eventuali minusvalenze che dovessero derivare dall’affrancamento stesso.

Analogamente a quanto previsto in occasione della precedente revisione del sistema di tassazione delle plusvalenze, l’art. 3, comma 13, del dl 66/2014 prevede la «decurtazione» delle minusvalenze realizzate antecedentemente al 30 giugno 2014 ai fini della possibilità di utilizzo delle stesse ad abbattimento di eventuali plusvalenze, come previsto dall’art. 68, comma 5, del Tuir, secondo cui le minusvalenze da capital gain (non qualificate) possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze (non qualificate) realizzate nei successivi periodi d’imposta, ma non oltre il quarto. In particolare, si prevede che le minusvalenze realizzate fino al 30 giugno 2014 possono essere portate in deduzione dalle plusvalenze realizzate dal 1° luglio 2014 nella misura del 48,08% delle minusvalenze realizzate entro il 31 dicembre 2011, e nella misura del 76,92% delle minusvalenze realizzate dal 1° gennaio 2012 al 30 giugno 2014.

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