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Affitti nascosti, sanzioni alle stelle

di Luigi Lovecchio

Rischio di sanzioni raddoppiate per le violazioni sulle locazioni abitative commesse in Unico 2011, in scadenza alla fine di settembre. Questo potrebbe essere l'effetto delle previsioni contenute nell'articolo 3 del Dlgs 23/2011, in materia di cedolare secca sugli affitti. Al fine di contrastare l'evasione sui canoni di locazione, l'articolo in questione ha previsto un forte inasprimento delle sanzioni tributarie. È stato, infatti, stabilito che chi non indica l'affitto in dichiarazione viene punito come se non avesse presentato affatto la dichiarazione, per di più con il raddoppio della penalità prevista. In pratica, questo comporta la "stratosferica" sanzione dal 240% al 480% dell'imposta dovuta. Inoltre, chi indica in dichiarazione un canone inferiore a quello effettivo è passibile della sanzione dal 200% al 400% dell'imposta dovuta. Il raddoppio delle misure sanzionatorie opera solo per le locazioni di immobili ad uso abitativo. Andrebbe stabilito, innanzitutto, l'esatto ambito oggettivo della previsione in esame. Non è chiaro, infatti, se la sanzione per l'omissione del canone trovi applicazione se non viene indicato anche un solo affitto abitativo oppure se allo scopo occorra omettere la totalità dei canoni, in presenza di una pluralità di contratti. Considerata la ratio della disposizione (l'emersione degli affitti in nero), la soluzione corretta sembrerebbe la prima. Sotto il profilo della efficacia della norma, occorre ricordare che, in virtù del principio del "favor" (articolo 3 del Dlgs 472/1997), la misura sanzionato-da più rigorosa può essere irrogata solo per i comportamenti posti in essere dopo l'entrata in vigore della stessa. Nessun rischio quindi per le violazioni pregresse. Ne deriva che il raddoppio delle sanzioni potrà interessare unicamente le condotte trasgressive poste in essere dopo i17 aprile 2011. Questo pone il problema della compilazione del modello Unico 2011, in scadenza al 3o settembre. Poiché la violazione consiste in una irregolare indicazione dei dati reddituali nella denuncia annuale, potrebbe sostenersi che il prossimo modello dichiarativo debba già fare i conti con le nuove sanzioni. La tesi non sembra però corretta. E invero, ciò che giustifica l'inasprimento apportato è l'introduzione del regime agevolativo della cedolare. Diversamente, non vi sarebbe alcunaragione per discriminare le evasioni da locazioni abitative da quelle riferite alle locazioni commerciali. Ne deriva che il raddoppio dovrebbe operare solo a decorrere dal modello Unico 2012, relativo all'anno 2011, primo periodo di applicazione della cedolare. Il silenzio sul punto delle istruzioni ministeriali alla compilazione della denuncia annuale sembra avvalorare questa tesi, anche se una conferma ufficiale sarebbe molto opportuna. L'individuazione della sanzione corretta avrebbe altresì l'effetto di chiarire le modalità di regolarizzazione delle violazioni dichiarative, in sede di ravvedimento. Ai sensi dell'articolo 13 del Dlgs 472/1997, infatti, la riduzione della sanzione a un decimo o a un ottavo si calcola sulla misura edittale. Si ricorda, inoltre, che in caso di acquiescenza all'accertamento ovvero di accertamento con adesione, sempre riferito a canoni da locazione abitativa, non trova mai applicazione la riduzione delle sanzioni. Non è chiaro infine se, in tale contesto, sia applicabile la sanzione aggiuntiva del 30% (articolo 13 del Dlgs 471/1997), normalmente prevista per le imposte dichiarate e non versate, e non per le imposte accertate.
 

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