Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Affitti e spese, redditometro a prova di privacy

Stavolta si parte davvero. L’Agenzia delle entrate ha riformulato il nuovo redditometro sulla base delle osservazioni fatte dal Garante della privacy e adesso le ormai famose 35 mila raccomandate saranno imbucate.
Cambia volto quindi lo strumento che dovrebbe accertare se le spese dichiarate dai contribuenti sono congrue con il reddito dichiarato al fisco. La sensazione è che si voglia andare coi piedi di piombo evitando colpi a vuoto: si cercherà di colpire bersagli grossi senza alimentare il sospetto di un gigantesco studio di settore che finisce per colpire e perseguire anche piccole cifre e normali contribuenti. Per questo sin da subito il Garante aveva richiesto che l’accertamento non fosse fondato unicamente sul «trattamento automatizzato» di dati personali. È bene ricordare infatti che il nuovo redditometro prevede due fasi: la prima è quella in cui l’Agenzia delle Entrate segnala quelle che risulterebbero le spese incongrue chiedendo al contribuente un incontro perché possa portare elementi concreti che spieghino il perché delle divergenze. Nel caso in cui gli uomini del fisco non ritenessero convincenti le tesi (e le prove) esibite dal contribuente, si passa a una seconda fase, quella del vero contraddittorio.
Il nodo fondamentale del nuovo strumento stava soprattutto nella scelta delle voci utilizzate per capire se si era in presenza di una sospetta evasione fiscale. La circolare emessa ieri ci spiega che l’Agenzia non utilizzerà nel nuovo accertamento sintetico, né in fase di selezione, né in sede di contraddittorio, le spese correnti saranno determinate solo con la media Istat. Il che significa che escono dal mirino voci come alimentari e bevande, abbigliamento e calzature, alberghi e viaggi organizzati. Ciò significa che queste spese rimarranno fuori sia dalla prima fase che dall’eventuale contraddittorio e quindi non contribuiranno a comporre il profilo dell «contribuente infedele». Solo nel caso in cui gli importi corrisposti per tali spese dovessero essere individuati puntualmente dall’Ufficio potranno essere oggetto di contraddittorio e concorrere quindi alla ricostruzione sintetica del reddito.
Altro «pericolo» rilevato dal Garante della privacy era quello del possibile disallineamento tra «famiglia fiscale» (costituita da contribuente e coniuge oltre che dai figli o dagli altri familiari fiscalmente a carico) e «famiglia anagrafica» (comprendente anche figli maggiorenni e altri familiari conviventi, nonché i conviventi di fatto, non fiscalmente a carico). Il rischio era che si accendesse un allarme su contribuenti il cui tenore di vita fosse aiutato dai guadagni dei familiari. Per evitare questo corto circuito l’Agenzia sarà tenuta ad accertare prima la reale situazione del nucleo familiare grazie al collegamento telematico con l’anagrafe comunale.
Altra voce depennata dal nuovo redditometro è quella del «fitto figurativo», cioè la spesa attribuita al contribuente che non risulta, nel comune di residenza, in possesso di un immobile a titolo di proprietà, di locazione o di leasing immobiliare. In questo caso l’incongruenza dovrà essere spiegata dal contribuente solo in un’eventuale fase di contraddittorio e non prima.
Complessivamente dunque, l’Agenzia delle Entrate nel suo nuovo accertamento sintetico potrà tener conto esclusivamente delle spese certe (quelle certificate per il mutuo o per l’affitto oppure le spese indicate per deduzioni o detrazioni), delle spese per elementi certi, di un incremento patrimoniale imputabile al periodo d’imposta e di un risparmio formatasi nell’anno fiscale esaminato.
Frecce abbastanza acuminate per colpire bersagli grossi.

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

L’anno del Covid si porta via, oltre ai tanti morti, 150 miliardi di Pil. Ma oggi si può dire che...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Forte crescita dell’attività di private equity nei primi due mesi dell’anno. Secondo il dodices...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Goldman Sachs ha riavviato il suo trading desk di criptovalute e inizierà a trattare futures su bit...

Oggi sulla stampa