Siete qui: Oggi sulla stampa
Oggi sulla stampa

Aeroporti, Eurnekian lancia la doppia Opa «Un polo Pisa-Firenze»

MILANO — Nel risiko degli aeroporti italiani arriva il rilancio di Eduardo Eurnekian. Ieri sera il magnate argentino ha annunciato attraverso la sua Corporacion America un’offerta pubblica di acquisto volontaria sull’Aeroporto di Pisa, di cui già aveva il 27,39% del capitale. La mossa su Pisa è giunta insieme alla conferma dell’Opa (questa volta obbligatoria) sull’aeroporto di Firenze: un’operazione già annunciata giovedì scorso, quando Cedicor, holding di Corporacion America è entrata nello scalo del capoluogo toscano, acquistando per 40 milioni di euro il 33,4% dal fondo F2i di Vito Gamberale.
Per Firenze il controvalore massimo complessivo dell’Opa sarà pari a quasi 81 milioni. Ma la vera accelerazione riguarda, a sorpresa, Pisa: l’Opa, per un controvalore di circa 94,1 milioni, servirà a «promuovere l’integrazione e lo sviluppo del cosiddetto Sistema Aeroportuale toscano», ha spiegato in una nota Corporacion America. Il nuovo polo contenderebbe il terzo posto nella classifica dei grandi scali italiani a Venezia-Treviso gestito da Save, dietro Roma e Milano. Eurnekian pagherà per Pisa 13,15 euro ad azione dividendo incluso (con un premio dell’8,6% sulla media ponderata dei prezzi di borsa degli ultimi tre mesi ma a sconto dell’1,5% sulla chiusura di lunedì, a 13,38 euro). Per Firenze Cedicor pagherà 13,42 euro ad azione, dividendo incluso (con un premio del 33,3% sulla media dei dodici mesi precedenti). La «scalata» di Cedicor a Sat, la società che gestisce l’aeroporto «Galileo Galilei» di Pisa, è cominciata il 21 gennaio con l’acquisto del 23,4%. Poi venerdì scorso Eurnekian ha acquistato un altro 3,9% in mano a Mps, salendo così al 27,42%.
Con la doppia Opa il magnate di Buenos Aires (ma di origine armena) punta ad avere la maggioranza e ad attuare la fusione dei due scali toscani, sfruttando il vento a favore del piano nazionale degli aeroporti elaborato dal ministro Maurizio Lupi, che pone Pisa e Firenze tra quelli strategici a condizione però che si realizzi la gestione unica. Un’ipotesi su cui già stava lavorando la Regione Toscana insieme agli altri azionisti pubblici, immaginando però una holding in cui far confluire le partecipazioni azionarie. La mossa di Cedicor cambia la prospettiva anche se l’Opa su Sat è condizionata al raggiungimento del 50% più un’azione e alla presenza degli enti pubblici con almeno il 20%. All’indomani dell’ingresso degli argentini nell’aeroporto di Firenze, il governatore della Toscana, Enrico Rossi, aveva reagito con entusiasmo: «Servivano imprenditori disponibili ad investire sugli scali toscani. Adesso che, anche grazie al mio impegno, l’abbiamo trovato, possiamo procedere con un’unica società e un progetto unitario capace di risolvere l’annosa querelle determinata dai troppi campanili». In effetti Firenze si dovrà mettere d’accordo con Pisa. Comune e Provincia hanno rispettivamente il 9,27% e l’8,45% di Sat.
Da tempo Eurnekian – dopo l’alleanza del ‘98 con Sea su alcuni aeroporti in Sud America – tentava di entrare nelle partite degli scali italiani. A fine agosto aveva presentato un’offerta per Catullo, la società che gestisce gli scali di Verona e Brescia, proprio nei giorni in cui stava valutando l’alleanza con Save. Il gruppo è già presente in Italia nell’aeroporto di Trapani, che gestisce in minoranza (esprime l’amministratore delegato).

Print Friendly

Condividi su

Potrebbe interessarti anche
Oggi sulla stampa

Con una valutazione pari a tre volte i ricavi, ossia di 1,5 miliardi di euro, Cedacri sta per essere...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Ecco uno squarcio sui ritardi del piano italiano per accedere ai 209 miliardi del Next Generation Eu...

Oggi sulla stampa

Oggi sulla stampa

Alla fine il governo ha deciso di sposare la linea del Comitato tecnico scientifico: scuole di ogni ...

Oggi sulla stampa