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Advisor,fusioni e poltrone si mette in moto il risiko bancario

Tentativi di accelerazione nel processo di trasformazione in spa e di febbre da fusione nel mondo delle banche popolari. Ieri Bper ha approvato le modifiche di Statuto per diventare spa e, sopratutto, ha scelto Goldman Sachs per «potenziali operazioni di carattere straordinario, in previsione del possibile processo di consolidamento nel settore bancario nazionale ». La banca emiliana insomma ha intenzione di giocare un ruolo attivo nella partita di risiko che sta per cominciare (ragionevolmente dopo l’estate). E, a quanto sembra di capire, ha voluto un advisor che non fosse già impegnato su altri fronti, che potessero in corso d’opera rivelarsi potenziali partner.
Appena un passo indietro il processo al Banco popolare, che ieri non ha firmato un contratto ma, secondo quanto si apprende, ha dato mandato all’amministratore delegato e al direttore generale di definire gli accordi con i potenziali advisor individuati dal consiglio. In attesa dell’ufficialità, che ieri non c’è stata, le scommesse univoche del mercato sono per un incarico doppio, a Mediobanca e Merrill Lynch (anche se ben posizionata fino all’ultimo c’è stata Ubs). Mediobanca è advisor per la Popolare di Vicenza.
L’entrata nel vivo del consolidamento bancario comporta, anche, una sotterranea lotta per le poltrone di vertice nel credito, in atto da settimane, e che può cambiare i destini di tante carriere e di qualche operazione. Molti manager difendono le loro cariche a oltranza, altri cercano nuovi posti di lavoro. Uno che valuta un revival è Bernardo Mingrone, direttore finanziario di Mps che pare in attesa di un’offerta formale dall’Unicredit – dove aveva già lavorato con Marina Natale, cfo del gruppo italo-tedesco. Per Mingrone, 41 anni e ambizioni intatte, potrebbe spuntare un ruolo di cfo di Unicredit Italia, con la possibilità di crescere ancora se, nel giro di qualche tempo, nel gruppo di liberassero altre caselle di vertice. Da tempo alcune indiscrezioni danno in partenza Nataleche a fine febbraio disse a Bloomberg che «nel futuro mi piacerebbe provare il ruolo di ad: sarebbe più facile in una banca, ma non escludo di cogliere sfide in altri settori». Anche Alessandro Maria Decio, capo dei rischi di Unicredit, sembra inquieto nel grattacielo di Piazza Gae Aulenti. Da Roma pare gli abbiano offerto la possibilità di diventare ad di Bnl (gruppo Bnp Paribas), ora che Fabio Gallia è passato a guidare la Cassa Depositi. Decio avrebbe declinato la proposta, le deleghe di Gallia sono andate per ora al vice dg vicario di Bnl Angelo Novati; ma la banca romana sembra volersi prendere qualche tempo per scegliere. Unicredit ha fatto sapere che «questi rumors non hanno alcun fondamento e che non risultano in uscita né Natale, né Decio».
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