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Adeguata verifica semplificata

In presenza di rapporti con società fiduciarie iscritte alla sezione separata dell’albo di cui all’articolo 106 del Testo unico bancario (Tub), banche, Poste italiane, sim e sgr potranno applicare gli obblighi di adeguata verifica semplificata. Lo ha precisato Assofiduciaria con la circolare BI-ALBO106_COM_2016_198 del 15 novembre 2016. Nella circolare si ricorda che con l’iscrizione alla sezione separata dell’articolo 106 del Tub, le società fiduciarie rientrano, a tutti gli effetti, nel novero dei cosiddetti intermediari «di primo livello», ai fini dell’applicazione della normativa antiriciclaggio. Ciò comporta che l’intermediario che intrattenga un rapporto con una società fiduciaria iscritta alla sezione separata dell’albo ex articolo 106 del Tub (ad oggi se ne contano 11 su un totale di 300 fiduciarie attive) sarà legittimato, in via generale, ad applicare il regime di adeguata verifica semplificata. Pur conservando, come di norma avviene anche nei rapporti con altri tipi di intermediari (banche, Sim, Sgr ecc.) la facoltà di svolgere l’adeguata verifica ordinaria o, addirittura, rafforzata e, dunque, di richiedere informazioni ai fini dell’identificazione del titolare effettivo essa va riservata ai casi in cui l’intermediario ritenga, per proprie evidenze, di trovarsi in presenza di circostanze connesse con il rischio o il sospetto di riciclaggio o di finanziamento del terrorismo e, comunque di dubbi sulla veridicità dei dati forniti dalla cliente fiduciaria. In assenza di circostanze che possano, nel caso, giustificare l’adeguata verifica ordinaria o rafforzata, non appare invece plausibile la decisione dell’intermediario finanziario di non svolgere l’adeguata verifica semplificata solo in ragione dell’attività svolta dalla società fiduciaria iscritta alla sezione speciale dell’albo 106 e men che meno per l’appartenenza della società ad un settore operativo particolare, poiché allo stesso il sistema antiriciclaggio ha attribuito, a fronte di pari impegno organizzativo ai fini di prevenzione del rischio di riciclaggio, analoga dignità con ogni altra attività finanziaria rilevante. Le considerazioni di cui sopra valgono anche per i conti omnibus accesi presso banche da parte di società fiduciarie iscritte alla sezione separata dell’albo di cui all’articolo 106 del Tub. In applicazione della normativa antiriciclaggio l’intermediario bancario e/o finanziario, nel caso in cui applichi il regime di adeguata verifica semplificata, non è più tenuto a procedere all’identificazione del fiduciante (cliente della fiduciaria iscritta nella sezione speciale dell’albo 106 Tub), con la conseguenza che viene quindi meno altresì l’obbligo di registrazione nell’Archivio unico informatico del rapporto e/o dell’operazione. Nulla cambia, infine, per quanto concerne i rapporti tra società fiduciaria e i propri clienti-fiducianti: ciò significa che la fiduciaria iscritta nella sezione separata dell’albo 106 Tub dovrà rispettare gli obblighi di adeguata verifica ed a fruire delle previste coperture di legge, anche ai fini privacy, ogni qualvolta l’intermediario controparte richieda di conoscere il titolare effettivo del mandato fiduciario.

Fabrizio Vedana

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