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Adeguata verifica con nuovo look

di Cristina Bartelli 

La normativa secondaria sull'adeguata verifica al traguardo. La banca d'Italia a breve porrà in consultazione i nuovi criteri che le sentinelle antiriciclaggio (una platea che va da intermediari finanziaria ai professionisti) dovrà seguire per scovare operazioni sospette. I criteri che palazzo Koch (sede della Banca d'Italia) ha seguito, sono stati illustrati ieri da Anna Maria Tarantola, vice direttore generale di Bankitalia, per un convegno in Assolombarda sull'antiriciclaggio. I punti su cui si sono concentrati i tecnici di Banca di Italia vanno dall' assicurare massima organicità e chiarezza in particolare nella definizione delle figure del cliente, dell'esecutore e del titolare effettivo al contemperare l'efficacia delle prescrizioni con l'esigenza di non appesantire l'operatività e i costi applicativi; dall' individuare un punto di equilibrio tra l'intendimento di fornire una guida utile e completa e l'esigenza di evitare prescrizioni troppo dettagliate o eccessivamente calibrate su specifici settori di attività o tipologie di intermediari.

Sono precisati, inoltre, i criteri per la profilatura della clientela, il contenuto delle varie fasi dell'adeguata verifica, le modalità di ricorso ai terzi per l'adempimento di specifici obblighi. Sono, infine, indicate le ulteriori misure che gli intermediari devono adottare ai fini della verifica rafforzata nei casi di più elevato pericolo di riciclaggio.

Il vice direttore generale della Banca di Italia ha poi fatto il punto sull'andamento del numero delle segnalazioni che ancora restano «predominio» dei banche e poste, con numeri meno rilevanti quando si tratta di professionisti: a novembre 2011, le segnalazioni erano a quota 44 mila partendo dal dato 2007 quando complessivamente ne arrivarono 12.500: «Il trend di crescita risulta in notevole accelerazione», ha spiegato la Tarantola, «l'aumento delle segnalazioni è, peraltro, dovuto quasi esclusivamente agli intermediari bancari e finanziari e alle Poste. Dai professionisti e dagli altri operatori sono pervenute, nel 2010, solo 223 segnalazioni (erano 136 nel 2009 e 173 nel 2008); nel 2011 sembrano però emergere i segnali di una maggiore sensibilità» ha precisato il dirigente di Bankitalia, «a tutto il corrente mese di novembre ne sono infatti pervenute circa 400».

Infine sulla tracciabilità del contante Anna Maria Tarantola ha messo in chiaro la posizione di Banca d'Italia: «La trasparenza e la tracciabilità delle transazioni sono uno strumento essenziale per il contrasto non solo del riciclaggio, ma anche di altri rilevanti rischi di illegalità come quelli connessi con la gestione dei flussi finanziari degli appalti pubblici, con l'evasione fiscale e, più in generale, con l'economia sommersa», ha evidenziato il vice direttore generale di Banca d'Italia e ha sottolineato che «la previsione di limiti alla circolazione del contante e di regole che ne garantiscano l'efficacia, anche se comporta nell'immediato un considerevole mutamento nelle abitudini commerciali degli italiani, rappresenta un ineludibile presidio di legalità».

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