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Addizionali senza via di fuga

Strada in salita per le addizionali. Il criterio della responsabilizzazione fiscale passa il vaglio della commissione finanze della camera. Durante la riunione di ieri del comitato ristretto per i lavori sulla delega fiscale, ha trovato, infatti, approvazione la mozione proposta la settimana scorsa dal presidente di commissione, Daniele Capezzone (si veda ItaliaOggi del 10 luglio 2013).

Il criterio della responsabilizzazione fiscale consiste nell’eliminare, o quanto meno scremare il più possibile, le sovrapposizioni impositive derivanti dalle addizionali. «Con l’introduzione di questo criterio», ha spiegato Capezzone a ItaliaOggi, «sarà possibile mettere dei punti fermi per quel che riguarda l’utilizzo da parte degli enti locali e territoriali delle addizionali, ma soprattutto sarà possibile fare in modo che i soggetti impositori abbiano chiare le loro competenze e i ricavi di cui possono effettivamente usufruire».

Durante la riunione del comitato, è stata poi approvata anche la modifica dell’art.1 della legge delega, avente a oggetto i tempi entro cui il governo sarà tenuto a emanare i primi decreti attuativi: il termine sarà di12 mesi, calcolati a partire dalla data di entrata in vigore della legge delega, a patto però, ha spiegato Capezzone, «che il primo decreto attuativo sia emanato entro i primi quattro mesi».

A termine della seduta sono poi iniziati i lavori sull’art. 2 in materia di riforma del catasto. Stando a quanto Enrico Zanetti (Scelta civica) ha dichiarato a ItaliaOggi, l’obiettivo è quello di «riuscire a elaborare un criterio di calcolo per il valore delle rendite catastali che contribuisca a determinare non tanto il valore di mercato dell’immobile, quanto il suo valore ordinario ovvero, il valore dell’immobile durante una congiuntura economica di tipo standard e non recessiva».

Avanzata, infine, una proposta per affrontare la fase transitoria tra l’inizio dei lavori per la riforma del catasto e la conclusione di questi. «Potrebbe essere utile, al fine di affrontare al meglio la fase di transizione», ha dichiarato Zanetti, «utilizzare al posto degli attuali criteri di calcolo delle rendite catastali, le quotazioni dell’Osservatorio del mercato immobiliare (Omi)».

A mettere l’accento sulla necessità di modificare il sistema di calcolo per le rendite catastali anche il presidente della Confedilizia, Corrado Sforza Fogliani: «Siamo soddisfatti del lavoro che il comitato ristretto della commissione finanze della camera ha intrapreso, ma è necessario che insieme ai lavori in commissione il governo accetti un confronto con le forze sociali rappresentative dei contribuenti interessati perché», ha sottolineato Fogliani, «un catasto senza trasparenza creerà più problemi sperequativi di quanti ne risolva».

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