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Addio all’ufficio 10 giorni all’anno a Torino via libera di Gm al telelavoro

Per dieci giorni all’anno i 650 dipendenti torinesi di General Motors Powertrain saranno liberi di lavorare da dove vogliono: da casa, dal mare, dal treno, o da qualsiasi altro luogo preferiscano, purché ci sia una connessione internet. Potranno così accudire i propri figli o far fronte a qualsiasi altra esigenza senza perdere né stipendio né altri diritti, ticket restaurant compresi. Lo prevede un accordo tra azienda e sindacati che «non ha precedenti tra i metalmeccanici », come sottolinea Federico Bellono, segretario provinciale della Fiom-Cgil.

La novità riguarda i lavoratori del centro ricerche di General Motors Powertrain Europe ospitato nel Politecnico di Torino. È un laboratorio nato nel 2005 che ospita soprattutto ingegneri ed è specializzato nella progettazione dei motori per il colosso automobilistico, a partire dai nuovi modelli di diesel ibrido. È un luogo in cui si fa innovazione, ma è anche una fabbrica che resta attiva su tre turni (quindi anche di notte) per testare i propulsori. In più, Gm Powertrain Europe «è da sempre sinonimo non solo di innovazione tecnologica, ma anche di un ambiente lavorativo dinamico, positivo e accogliente», come evidenzia l’amministratore delegato Pierpaolo Antonioli.
Di qui, l’idea di cambiare un po’ le regole. Niente cartellini da timbrare, l’importante è che i lavoratori centrino gli obiettivi. E ancora, sconti ai dipendenti per tour operator, asili nido, farmacie, lezioni di lingue straniere in azienda e così via. L’ultimo accordo sindacale ora introduce nel laboratorio torinese anche un’area dedicata agli esercizi fisici, per alleviare i disturbi causati dalle troppe ore davanti al pc. E poi c’è appunto questo “smart work”: «È una forma di lavoro flessibile grazie alla quale i dipendenti sono autorizzati a svolgere, in maniera occasionale, le loro attività da un luogo diverso dalla loro postazione abituale, con il supporto di tecnologie informatiche », spiega il direttore del personale Marco Finanzieri.
Dunque per dieci giorni l’anno i dipendenti di Gm potranno prestare servizio da dove vogliono, senza penalizzazioni. Una formula che la Fiom definisce «flessibilità buona» perché, spiega il segretario provinciale Bellono, «è meno strutturata del telelavoro e più legata alle esigenze del lavoratore. Insomma, è il risultato di una buona contrattazione in un’azienda di alte professionalità e con tanti giovani».
Se i rapporti tra la Fiom e Fiat-Chrysler continuano a essere tesi, le tute blu della Cgil sembrano invece andare d’accordo con la seconda casa automobilistica di Torino: «L’intesa con Gm – fa notare Claudio Gonzato, funzionario Fiom nella zona “Torino centro” – dimostra la nostra capacità di siglare accordi unitari nel settore automobilistico senza limitare diritti individuali e collettivi. Un ottimo risultato in un periodo in cui la flessibilità viene spesso usata per aumentare i carichi di lavoro diminuendo le tutele».
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